Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca Litorale

Pistola carica abbandonata in campagna. I sospetti portano alla banda dell’Alfa 159

Sarebbero state abbandonate dai componenti dell'auto inseguita ieri, l'arma e le munizioni rinvenute questa mattina dai carabinieri a San Cataldo, nei pressi di un residence. Il revolver sarebbe stato rubato nel 2006 e ora sarà analizzato dai militari del Racis di Roma

Armi e munizioni rinvenute dai carabinieri

SAN CATALDO (Lecce) – Una pistola, e diverse munizioni, che i carabinieri sospettano possano appartenere agli uomini che si sono dati alla fuga a bordo di un’Alfa 159, all’alba di ieri. Questo il ritrovamento da parte dei militari dell’Arma della compagnia di Lecce, guidati dal nuovo comandante, il capitano Pasquale Carnevale, nei pressi del residence “Campo Verde”, a San Cataldo. L’inquietante scoperta è avvenuta nel corso della mattinata.

Tutto è cominciato con lo spericolato inseguimento avvenuto alle prime luci del giorno di martedì, nel quale una banda è riuscita a far perdere le proprie tracce agli uomini della guardia di finanza di Lecce, iniziato sul litorale di Roca e terminato nel rione San Ligorio, alle porte del capoluogo salentino, con la fuoriuscita di strada del mezzo delle fiamme gialle. Una folle, pericolosa corsa nella quale i finanzieri hanno anche esploso alcuni colpi di pistola a scopo intimidatorio, nel tentativo di arrestare la marcia dei fuggiaschi.

Le forze dell’ordine stavano eseguendo alcuni sopralluoghi nella zona in mattinata  quando, su un terreno a ridosso del ciglio della strada provinciale, è avvenuto l’inquietante ritrovamento. Una pistola “92 Fs”, completa di serbatoio e munizionamento, con il colpo “in canna” ed il cane abbattuto, pronta per essere utilizzata. Accanto all’arma, era stata abbandonato anche un serbatoio dello stesso tipo, completo di proiettili 9 millimetri “Luger”, e altri due sparsi per terra.

Sono state le buone condizioni del materiale, risparmiate da polvere e terra, a fornire certezze agli investigatori: saranno state certamente abbandonate lì da poco tempo. Un "dettaglio", per nulla irrilevante, che ha portato le lancette dell’orologio indietro di neppure 24 ore, quando i quattro malviventi sfuggiti alle forze dell’ordine, devono essersi sbarazzati delle munizioni per non incappare nei guai al momento di un'eventuale perquisizione.

Recuperato e posto sequestro dai militari del Nucleo operativo e radiomobile, il materiale sarà inviato presso il Racis di Roma, il Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche. Gli inquirenti, infatti, stabiliranno se sulle armi siano presenti eventuali tracce biologiche riconducibili a qualcuno. Una prima perizia, intanto,  ha già permesso di accertare che la pistola ritrovata e è oggetto di un furto avvenuto nel 2006, in una abitazione privata di Francavilla Fontana.  Non è dunque escluso che nei prossimo giorni, dopo le verifiche in laboratorio da parte degli esperti, possano emergere altri elementi significativi per ricomporre questo intricato puzzle investigativo.

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