All’alba giunge una” soffiata” in questura. Recuperati quasi 500 chili di droga

Intorno alle 5, una telefonata anonima ha segnalato alla polizia la presenza di una barca, sulla riva de "Le Cesine", tra San Cataldo e San Foca. Gli agenti hanno posto sotto sequestro le confezioni di stupefacente e il natante, lungo circa 5 metri. Indagini in corso per stabilire a chi fosse destinato il carico

I borsoni trasportati presso la questura di Lecce

SAN CATALDO (Lecce) – Oscillava lenta, tra le increspature del mare che, questa notte, non era proprio clemente. Una piccola imbarcazione, lunga circa 5 metri, è stata notata all’alba da un cittadino, nei pressi dell’area protetta “Le Cesine”, sulla litoranea che collega San Cataldo a San Foca. Una telefonata anonima è poi giunta alla questura di Lecce, per segnalare la sospetta presenza di quel natante, a circa 300 metri, 400 al massimo, dalla riva. Non uno scafo qualunque, Ma adibito a mezzo di trasporto per 20 borsoni, tanti quelli ritrovati,  contenenti sostanza stupefacente. 

Gli agenti di polizia della sezione volanti del terzo e quarto turno hanno raggiunto il luogo del ritrovamento, dove hanno  poso sequestro sia gli imponenti pacchi contenenti marijuana e hashish, sia la stessa barca poi trainata a riva. Sul posto, anche i vigili del fuoco, i quali hanno fornito supporto logistico nel trasporto del materiale rinvenuto. L'operazione è stata condotta assieme ai militari della capitaneria di porto, i quali hanno intercettato lo scafo in località Torre Specchia, poco distante, intorno alle 10 di questa mattina.

Attivate infatti,  delle immediate ricerche lungo costa nel tentativo di rintracciare lo scafista ed  eventuali passeggeri,  in un luogo impervio e paludoso, alcuni equipaggi delle volanti hanno notato alcuni borsoni abbandonati a riva. A quel punto è giunta la sorpresa.  Con l’ausilio di altre pattuglie venivano ritrovati 20 borsoni  contenenti dei panetti di sostanza stupefacente. All’interno dei 20 borsoni,  403 panetDSC02153-2ti per un totale di 432 chilogrammi di marijuana e 64 panetti con  31,5 chilogrammi  di hashish. Sostanza che, se immessa sul mercato locae, al quale era certamente diretta,avrebbe fruttato decine e decine di migliaia di euro. Resta, ora , da chiarire la provenienza della merce illegale e a quale oragnizzazione del luogo fosse destinata. Sul primo aspetto, gli inquirenti non sembrano avere dubbi: l'origine balcanica sembra essere l'ipotesi più accreditata.

La zona del litorale adriatico, del resto,  è stata in più occasioni, teatro di simili ritrovamenti da parte delle forze dell’ordine. Due mesi addietro, tanto per citare uno degli episodi più recenti, un narcotrafficante 28enne, di origini albanesi,  fu stanato, proprio in località “Le Cesine”. Fu fermato dai poliziotti e dagli agenti del Corpo forestale, i quali rinvennero circa 145 chilogrammi di “maria”, riposti in sette borsoni.

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