Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca Via Nazario Sauro

Inquietante ritrovamento in centro. Un clochard senza vita con una ferita alla testa

Un noto clochard è stato trovato, intorno all'una, sul marciapiede all'angolo tra via Nazario Sauro e Piazza Mazzini. Una ferita al capo, e un'altra in fronte medicata soltanto pochi istanti prima. Nel corso della giornata, il medico legale eseguirà l'autopsia sulla salma, mentre i carabinieri del capoluogo, assieme ai colleghi delle investigazioni scientifiche, sono al lavoro per recuperare elementi utili

Il luogo dell'accaduto

LECCE - Il mese di settembre inaugurato dall'amarezza. Riverso sul marciapiede. Senza  respiro. Senza più vita. Un uomo di 64 anni, Sergio De Vergori,  leccese senza fissa dimora, è stato trovato intorno all’una, nel pieno centro di Lecce, all’angolo tra via Nazario Sauro e piazza Mazzini,dove era solito aggirarsi tanto da essere molto conosciuto dai commercianti del luogo,  nei pressi di un locale commerciale vuoto, che ha ospitato un noto negozio di abbigliamento in franchising.

Due ferite: una al capo, l’altra all’arcata sopraccigliare. Quest’ultima, in realtà, sarebbe stata medicata soltanto poche ore prima dai sanitari del 118, fatti intervenire in via Galielo Galilei, su segnalazione di un passante che avevano, presumibilmente, visto l’uomo inciampare e riportare lesioni. Intorno  alle 20,30, infastti, il 118 è intervenuto per soccorrere u l'uomo, notato per terra,  con gli indumenti intrisi di sangue. Gli infermieri hanno attribuito l'episodio a una caduta accidentale. Costatando che le  condizioni  generali di salute erano piuttosto critiche, i sanitari hanno proposto al 64enne il ricovero: ma quest'ultimo lo ha rifiutato.

Alle 22,40, nella zona della villa comunale, sui gradini della scuola elementare “Cesare Battisti”,  un’altra segnalazione ha costretto  Il personale del pronto soccorso a intervenire nuovamente.  Ma il 64enne avrebbe rassicurato i sanitari dicendo  di avere avuto un lieve malore e  di essere stato già medicato nel precedente intervento dei colleghi, rifiutando  le nuove cure.

Ancora mistero, invece, sulla seconda lesione, quella alla testa, forse riportata a seguito di un’altra caduta. La terza chiamata è giunta all'una, questa volta da parte di  un agente di polizia. L'anziano si trovava accasciato sul marciapiede: nel terzo intervento, tuttavia, gli infermieri non hanno potuto che constatare come il cuore dell'uomo avesse cessato di battere, quasi certamente per un arresto cardiocircolatorio. Dalla prima ispezione esterna, è stata accertata sia la ferita al sopracciglio, sia il  taglio nella parte posteriore della testa. Non è escluso che De Vergori possa essere scivolato sull'asfalto proprio a seguito del malore.

Sul posto, oltre al personale medico che ha constatato il decesso, anche i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lecce, guidata dal capitano Pasquale Carnevale, assieme ai  colleghi del nucleo investigazioni scientifiche, coordinati dal luogotenente Vito Angelelli. La salma dell’uomo, intanto, è stata trasferita presso la camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” dove, nel corso della mattinata, il medico legale incaricato dal pm di turno presso la Procura della Repubblica di Lecce, eseguirà l’esame autoptico, per stabilire l’esatta causa del decesso.

Un senso di solitudine, misto a sconcertante presa di coscienza, ha riavvolto la bobina della cronaca locale, costringendo la memoria in un percorso a ritroso. A quando, in una raggelante mattinata di gennaio, era il giorno 27, il pavimento di un'abitazione diroccata di via Taranto crollò, facendo scivolare in una cisterna Veronica Piggini e Dino Martina, la coppia di senzatetto già celebre per un "plateale" sfratto dalla zona di viale dell'Università, in cui erano accampati, che galvanizzò l'opinione pubblica.

Non è di certo il primo epilogo ingiusto toccato in sorte a un clochard. Il capoluogo salentino ha mostrato in più occasioni la doppia anima di cui è dotato. C'è uno microcosmo invisibile, persino in uno dei centri storici più gremiti d'Italia, che è composto da storie al limite, di un patchwork di solitudini, una realtà quella sì "alternativa" che soltanto al passante notturno sarà restitutita.

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