Cronaca Stadio / Via Cremona

Ritrovamento choc: siringhe insanguinate e fiale con adipe

Alcuni podisti hanno segnalato i rifiuti in campagna. Gli agenti di polizia locale del Nucleo Dec hanno sequestrato tutto e ora stanno cercando di risalire all'autore dell'abbandono di quel materiale, che riempiva una scatola intera

LECCE – Una scatola aperta, il contenuto in parte riverso fra il margine estremo di un boschetto e i bordi della via. Una scena disgustosa, quella segnalata da alcuni podisti: siringhe a volontà, cotone insanguinato e altro materiale organico. Si sarebbe scoperto dopo trattarsi di campioni di tessuto adiposo o qualche altro materiale organico. Gli stessi agenti di polizia locale del Nucleo Dec di Lecce che hanno svolto un sopralluogo, questa mattina, stentavano a credere ai loro occhi, di fronte ad aghi aperti, provette con tanto di nomi di pazienti, fiale con sieri. E sì che ogni giorno ne vedono tante. Ma quella di oggi supera l'immaginazione. 

Rifiuti ospedalieri, dunque, che costituiscono tipologia pericolosa, per i quali occorre uno smaltimento particolare. Ma qualcuno ha pensato bene di disfarsene in una zona di campagna, invece che pagare i costi per il trattamento speciale. 

Il ritrovamento è avvenuto in tarda mattinata sul prolungamento di via Cremona, una strada che si raggiunge da viale della Cavalleria, alla sinistra rispetto allo svincolo per la tangenziale per chi viaggia verso la marina di San Cataldo. Percorsi circa 400 metri, ecco alcuni rifiuti abbandonati. Una scena tristemente consueta, da diverso tempo in qua, a Lecce. Oggi, però, con una variante non solo molto raccapricciante, ma anche rischiosa per via delle potenziali infezioni alle quali sarebbero stati esposti i malcapitati che fossero venuti in contatto con quel materiale.

IMG-20170701-WA0012_1498905537292-2Siringhe, cotone sporco e fiale, oggetti che dovrebbero essere lavorati con speciali sistemi per la sterilizzazione e la triturazione, erano dunque riversi per terra e ancora non si sa, ovviamente, né la provenienza, né chi l’abbia gettato. Tuttavia, la polizia locale ha già qualche idea e, di sicuro, indizi su cui lavorare: in primis proprio i nomi. E la sensazione è che non si tratti di qualche ospedale pubblico o clinica privata, ma di scarti di studio professionale. E’ questa la pista principale, al momento.

Il materiale, intanto, è stato sequestrato e l’area bonificata. Le indagini potrebbero portare anche a breve a scoprire l’origine di siringhe e fiale, anche se poi si dovrà dimostrare se l’abbandono sia da attribuire in modo diretto alla struttura o a qualcuno a cui la scatola potrebbe essere stata affidata.

C’è un precedente più o meno simile. E’ il caso di San Donato di Lecce, che molti ricorderanno. Nel febbraio dello scorso anno, in una zona di campagna non lontano dal campo comunale, furono trovate centinaia di schede cliniche di pazienti, in parte date alle fiamme. Un fatto grave, vista anche la palese violazione della privacy (si potevano evincere nomi accostati a dati molto sensibili, come malattie e terapie), ma che sembra persino sbiadire di fronte al ritrovamento di oggi, materiale organico di pazienti e con tanto di nomi impressi sopra.

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