Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Roan intercetta veliero al largo, a bordo oltre 70: presi gli scafisti

I finanzieri hanno scortato la barca di notte nel porto di Otranto. Fermati due ucraini. I migrati tutti pachistani. Due sono stati ricoverati

OTRANTO – Il veliero "Blu Caffè", con un solo albero,  lungo 14 metri, procedeva silenzioso nel cuore della notte solcando il Canale d’Otranto verso la sua meta, qualche punto meno battuto della costa salentina, prossimo a sbarcare il suo carico umano: settantadue persone, tutti uomini questa volta. Quasi tutti pachistani, fatta eccezine per un curdo-siriano.

L'avvistamento

Erano circa le 23 quando i militari a bordo di una motovedetta del Roan, il reparto operativo aeronavale della guardia di finanza di Bari, e un pattugliatore del gruppo aeroanvale di Taranto, impegnante nell'operazione "Triton" dell'agenzia Frontex, l’hanno intercettato, intuendo facilmente che non fosse l’imbarcazione di qualche lupo di mare.

Gravemente appesantita dal numero di trasportati, lo scafo doveva essere per buona parte immerso. Le motovedette hanno così raggiunto e circondato il veliero che non ha potuto procedere oltre. I migranti, come sospettato, erano ammassati sottocoperta. I finanzieri hanno preso possesso del timone e si sono diretti verso il porto di Otranto. Avevano già individuato i possibili scafisti. 

L'arrivo a Otranto

Sul molo della Città dei Martiri, nel frattempo, attuato piano di emergenza per gli sbarchi della prefettura, si erano diretti operatori della Croce rossa e del 118, carabinieri dipendenti dalla compagnia di Maglie, agenti di polizia, guardia costiera dell’ufficio circondariale marittimo e la protezione civile del coordinamento provinciale di Lecce. In porto hanno attraccato verso le 2 di notte. A terra due dei trasportati hanno avuto necessità di un ricovero in ospedale, uno di loro per problemi di natura cardiaca.

I più sono stati fatti salire sui pullman e trasportati nel vicino centro di prima accoglienza  “Don Tonino Bello”. Qui il pool interforze della procura ha avviato tutte le verifiche. I due scafisti sono stati riconosciuti facilmente. Erano ucraini, di 31 e 34 anni, e per loro è scattato il fermo con l’ipotesi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Gli altri recenti sbarchi

Il sospetto è che l’imbarcazione abbia mollato gli ormeggi da qualche isola greca. Non è da escludere che nelle prossime settimane possano verificarsi altri arrivi.  Prime avvisaglie di una ripresa delle attività, d’altro canto, è stato quel singolare arrivo in gommone del 7 settembre scorso. A bordo c’erano appena quattordici migranti. Il natante è stato scovato presso la Grotta delle Tre Porto di Santa Maria di Leuca.

Doveva trattarsi di una sorta di battistrada, perché la notte successiva, davanti ai bastioni di Gallipoli, s’è verificata la nota, drammatica collisione di una barca a vela carica di migranti sulla scogliera, con il rischio di un naufragio. Modificata la rotta, non più Ionio, ma Adriatico, a distanza di una settimana, ecco questo nuovo arrivo in prossimità dei litorali salentini, ma con il pattugliamento in mare che ha bloccato il viaggio proprio quando il veliero era vicino al suo obiettivo. E per gli scafisti non c’è stata possibilità di fuga.

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