Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Il rogo svela antiche cisterne, ma ora bisogna sbarrare il passo alle auto

Un incendio di sterpaglie ha messo a nudo una grottella e un pozzo. Vestigia di una zona nota per i suoi insediamenti archeologici, ma dove d'estate spopola il parcheggio selvaggio

ROCA – Scoppia un incendio di sterpaglie ed emergono vestigia del passato. Una grottella già conosciuta, ma anche una cisterna forse un po’ meno nota o, comunque, di cui non tutti serbavano ricordo, nemmeno chi è nato e cresciuto fra Melendugno e le sue marine.

Ma se fra l’erba secca bruciata si è disvelato qualche piccolo gioiello nascosto - roba da far andare in brodo di giuggiole epigoni di Indiana Jones -, l’incendio ha riportato all’attenzione generale anche e soprattutto un problema serio, di ordine pratico: quel punto deve essere chiuso al transito, nella maniera più assoluta. E sarà con ogni probabilità la via che dovrà seguire l’amministrazione comunale, prima che torni l’estate. Già, perché proprio lì, specie ad agosto, spesso e volentieri gitanti imprudenti hanno deciso di parcheggiare la propria autovettura.

Roca Vecchia: meraviglie e parcheggio selvaggio

Lo scenario è quello di Roca Vecchia, uno degli incantesimi che la natura ha donato al Salento, abitata dall’uomo fin dalla notte dei tempi. Fra torre che domina la distesa d’acqua, antiche fortificazioni dell’età del bronzo, Grotta della Poesia, anfratti e minuscole baie, è una delle tappe obbligate per chi sceglie la provincia di Lecce per le sue vacanze. Ma, come accade per molte località marittime più piccole eppur affollate, l’inesistenza di aree di sosta porta a situazioni di fortuna.

Ed ecco auto sulle litoranee, auto sulle costiere, auto fra le campagne. Il trionfo del parcheggio selvaggio. Che nemmeno raffiche di multe scoraggiano realmente. E gli uomini della polizia locale comandanti dal capitano Antonio Nahi, di verbali ne hanno fatti che ne hanno fatti, quest’estate, specie per chi ha lasciato il veicolo sulla provinciale 366, magari in prossimità di qualche curva pericolosa.

L'incendio riporta in luce le antiche cisterne

IMG-20170921-WA0025_1505993342011-2L’incendio, dunque, si diceva. Uno dei tanti roghi di sterpaglie che in altre situazioni non farebbero notizia, è divampato questa mattina nei campi non lontano da via vicinale Mancarella, quindi in prossimità dell’Oasis Park. Proprio di fronte all’area archeologica di Roca Vecchia, che è recintata, ma di cui la zona oggi in fiamme (sulla destra per chi viaggia verso Torre dell’Orso) rappresenta la naturale continuazione. E’ solo la lingua d’asfalto che divide gli insediamenti. La Sovrintendenza lo sa bene e lo sanno bene i melendugnesi stessi: anche di fronte, superata la strada, vi sono antiche tombe e altre strutture sottostanti, cripte coperte di terra e di cui si nota la cresta.

Buona parte di quello spazio è quindi d’interesse storico e archeologico, ma durante l’estate, sfruttando l’assenza proprio in quel punto di un guard-rail o di altri divisori, in tanti hanno iniziato a parcheggiare fra l’erba incolta, spianandola con gomme e paraurti, e addentrandosi così sempre più, fin quasi ad arrivare a lambire vicinale Mancarella e quindi il punto dove vi sono piccole grotte e dove sorge anche quella cisterna riemersa oggi. Ma è chiaro che il rischio di sfasciare l’auto in certe situazioni è solo quello minimo. Immaginarsi se dovesse sprofondare il terreno o cadere qualche bambino. I rishi esistono e bisogna tenerne conto.

I vigili del fuoco hanno segnalato il problema e anche gli archeologi che stanziano nell’area di fronte si sono recati sul posto, così come la polizia locale. E’ pronta in queste ore una dettagliata relazione degli agenti. E chiudere quel punto è l’unica opzione per evitare uno scempio e nello stesso tempo scongiurare insidie e pericoli. 

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