Cronaca

Gallipoli-Marcianise: il "Principe" a giudizio per frode nell'inchiesta della Dda di Napoli

Nek 2009 il Gallipoli sconfisse in casa la Real Marcianise per 3-2: fu il salto in B. Giannini è oggi uno dei 104 imputati rinviati a giudizio in una maxi inchiesta condotta sugli affari e gli interessi illeciti del clan Contini. Per gli inquirenti quella gara sarebbe stata falsata. "Io estraneo ai fatti"

Giuseppe Giannini quando era alla guida del Gallipoli.

LECCE – C’era una volta un principe. Nella vita, a volte, bisogna ripartire e affrontare sfide decisive a cinquant’anni, anche se alle spalle c’è una carriera importante e un passato glorioso, seppur con alti e bassi. E’ il caso di Giuseppe Giannini da Frattocchie, una sperduta frazione del comune di Marino (a 20 chilometri da Roma) nota proprio per avere dato i natali all’ex capitano della Roma e per essere stata la sede della scuola dei dirigenti del Partito Comunista Italiano.

Il “Principe”, infatti, è uno dei 104 imputati rinviati a giudizio in una maxi inchiesta condotta dalla Dda di Napoli sugli affari e gli interessi illeciti del clan camorristico dei Contini nella Capitale. Il processo si aprirà il prossimo 17 febbraio, dinanzi ai giudici della terza sezione del Tribunale di Napoli.

Un’inchiesta, quella coordinata dai pubblici ministeri Francesco Curcio e Marco Del Gaudio e condotta dai carabinieri del comando provinciale di Napoli, in cui l'ombra lunga della camorra avrebbe lambito la partita che permise al Gallipoli di fare il salto in serie B. Un singolo, presunto caso di corruzione, che pesa però come un macigno. La gara incriminata è quella che permise di raggiungere un sogno a lungo accarezzato, quello della serie cadetta, durato poi lo spazio di una singola stagione ricca di amarezze e seguito da una sequenza di ulteriori tonfi.

Il 17 maggio del 2009 il Gallipoli sconfisse in casa, davanti al popolo giallorosso assiepato sui gradoni di un “Bianco” (uno stadio che profuma di calcio e salsedine) mai così gremito, la Real Marcianise. Mounard, Ginestra e Molinari furono gli autori delle reti per i salentini, in un confronto chiuso sul 3-2. Il grande salto era ormai compiuto.

Quei ricordi, fotogrammi scolpiti nella memoria collettiva, rischiano di diventare un incubo. Perché, secondo gli investigatori, proprio la famiglia Righi, quella degli imprenditori Salvatore e Ivano (fidanzato all’epoca con la figlia di Giannini), coinvolti nell’inchiesta, avrebbe agevolato il salto in B della formazione salentina, versando 50mila euro a diversi calciatori della Real Marcianise con un unico scopo: dovevano perdere la gara.

Per questo Giuseppe Giannini, in passato anche calciatore del Lecce, è stato rinviato a giudizio per frode sportiva, con l’aggravante della finalità mafiosa. Secondo l’ipotesi accusatoria, gli imprenditori Righi avrebbero investito denaro sporco nelle serie calcistiche minori. E, nel caso in questione, avrebbero richiesto l’intercessione del clan Contini per agevolare la sconfitta della formazione della provincia di Caserta.

Per gli inquirenti avrebbe quindi conseguito un accordo per versare i soldi a diversi calciatori della formazione avversaria, in modo che il loro impegno non mettesse il bastone fra le ruote ai salentini. E’ il momento più difficile della carriera dell’ex azzurro Giannini, dal giugno scorso allenatore della nazionale libanese, ora finito nei gangli di una scottante indagine sui rapporti fra calcio e camorra. 

Mister Giannini: "Fiducioso nella magistratura, mai conosciuto i Contini"

E' amareggiato, il Principe. L'idolo della Roma, che ha lasciato grandi ricordi anche nel Salento (è stato anche calciatore del Lecce), ha avuto un breve scambio telefonico con LeccePrima. "Ho grande fiducia verso la magistratura, che peraltro ha già accertato la mia estraneità al contesto mafioso. Non è giusto che il mio nome venga ancora accostato al clan Contini, persone che nemmeno conosco", ha dichiarato l'allenatore, in procinto di ripartire verso il Libano.

Sul caso della presunta frode sportiva, la vicenda che lo vede coinvolto in maniera diretta, poi, si sente sereno. "Il 17 febbraio si terrà la prossima udienza. Avrò sicuramente modo di illustrare la mia posizione e dimostrare la mia estraneità".     

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