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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca Lizzanello

Rubano macchinetta cambia soldi, ma il gps li “intrappola”: arrestati

L’episodio ieri notte nell’esercizio commerciale in piazza San Lorenzo, a Lizzanello. Nei guai due uomini del posto nei riguardi dei quali si è tenuto in mattinata il processo per direttissima. Entrambi hanno patteggiato

LIZZANELLO - Si erano intrufolati in un bar a Lizzanello e qui erano riusciti ad asportare una macchinetta cambia soldi, con all’interno la somma di mille euro, ma la loro fuga è durata poco, perché l'apparecchio, a loro insaputa, era dotato di gps. Ai carabinieri è quindi bastato seguire il segnale per rintracciarli e arrestarli.

Nei guai sono finiti ieri Marco Perrone, 41enne di Lizzanello, e il compaesano Cristian Longo, di 38 anni, che mandati a processo (per direttissima) dalla sostituta procuratrice di turno Paola Guglielmi, in mattinata, hanno patteggiato, attraverso l’avvocato difensore Fulvio Pedone, le seguenti condanne: due anni e quattro mesi di reclusione, il primo; due anni e due mesi, il secondo.

La sentenza è stata emessa dal giudice Fabrizio Malagnino che per entrambi ha convalidato la misura cautelare ai domiciliari.

A dare l’allarme intorno alle 3 di ieri era stata la titolare del bar, in piazza San Lorenzo, venuta a conoscenza dell’accaduto attraverso il tecnico-gestore dell’apparecchio, essendo questo dotato di sistema di localizzazione con gps integrato. Giunto sul posto, il personale dell'Arma locale aveva accertato che i malviventi erano entrati prima in un’abitazione, forzando la serratura, e dopo essere saliti sulla terrazza, si erano introdotti nei locali confinanti del bar, forzando anche in questo caso la porta di ferro, ed erano riusciti a smontare la macchina cambia soldi e a impossessarsi della somma di cento euro custodita nella cassa.

Seguendo la posizione, i militari erano giunti in’abitazione (una carrozzeria non più in funzione) dalla quale si sentivano provenire due voci distinte di uomini e colpi metallici da martello, e non essendoci un campanello avevano dovuto urlare più volte “carabinieri” e usare lampeggianti; solo in seguito a ripetuti richiami si sarebbe presentato al cancello Longo, in compagnia di un pitbull, e dopo iniziali resistenze questo avrebbe aperto la porta.

Durante il sopralluogo, erano spuntate oltre alla macchinetta oggetto del furto, poggiata a terra e con la serratura danneggiata, anche alcuni attrezzi, usati sia per mettere a segno il colpo che per aprire l’apparecchio: una cesoia di 77 centimetri, due coltelli, uno dei quali a punta, una chiave in acciaio, e uno scalpello di 42 centimetri.

Del complice però non c’era traccia: era riuscito a dileguarsi a piedi, scavalcando il muro di recinzione sul retro dell’immobile, lasciando così nei pressi la sua auto, una Peugeot 206. Ma alla fine, la ricerca, svolta anche col supporto dei carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Lecce, è andata a buon fine: rintracciato, Perrone era ritornato sui suoi passi e accompagnato anche lui in caserma.

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