Rubano di notte piante del Consorzio per riempirne il negozio

Denunciata una coppia a Galatina. Lei appostata, lui ha scavalcato. Ne hanno riempito una station wagon. Ma hanno agito sotto le videocamere di sorveglianza. E gli agenti del commissariato li hanno rintracciati il giorno successivo

GALATINA – Un piantina oggi, un altro vaso domani, non sempre i furti si denunciano alle forze dell’ordine. A volte l’entità del danno è giudicato, magari, basso e si preferisce evitare la trafila burocratica della denuncia.

Ma, passato tempo, quando ci si rende conto che la situazione è continua e che, a conti fatti, sembra che a mancare all’appello siano un po’ troppi esemplari, alcuni anche di particolare pregio, la questione inizia a farsi più spinosa del gambo di rosa.

Dovrebbero essere pressappoco centocinquanta le piante sparite nel tempo dal Consorzio agrario di Galatina, che ha sede in via Matteotti. Con l’ultimo furto, piuttosto corposo, risalente alla notte del 20 febbraio. E a quel punto, il gestore non ci ha visto più e s’è recato presso il commissariato locale dove la squadra di polizia giudiziaria, in breve, con i colleghi delle volanti, è risalita agli autori: M.C. e la compagna M.M.L. entrambi 30enni, del posto, sono stati denunciati per furto in concorso. Alla fine hanno anche confessato e restituito una serie di piante appena “prelevate”.  Il movente? Guarda caso, da qualche tempo entrambi hanno aperto un loro negozio nel settore nella prima periferia.  Ergo, deve essere sembrato facile rifornirsi in quel modo.

IMG-20170223-WA0025-2I furti nel Consorzio, come detto, dovrebbero essere stati a più riprese, ma mai denunciati fino all’altra sera. Erano spariti, fra l’altro, mandarini cinesi e gladioli. Il lavoro dei poliziotti è stato agevolato dalle videocamere.

I filmati hanno permesso d’inquadrare la modalità della consumazione del furto e un’autovettura Opel Astra station wagon, usata perché fosse riempita di piante. E, dunque, si è visto come la donna facesse da “palo”, all’esterno, mentre l’uomo, scavalcato il recinto, le passava i vasi da una parte all’altra.

Fra l’altro, gli agenti hanno riconosciuto il veicolo proprio perché in uso a una persona già nota e messa sotto indagine anche piuttosto di recente. Sono quindi andati a colpo quasi sicuro, con l’autorizzazione del magistrato, il pubblico ministero Emilio Arnesano, a svolgere una perquisizione domiciliare.

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A quel punto, la coppia ha preferito collaborare. E sono spuntate un bel po’ di piante, che hanno fatto ritorno nel Consorzio agrario. Quantomeno, alcune fra le più preziose, ritornate a casa. 

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