Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

La vedova di Romano in aula: "Mio marito ucciso per soldi e non per gelosia"

La donna è stata l’amante del presunto assassino, Michele Espedito Valentini, l’uomo che ha raggiunto armato l’abitazione di Ruffano un pomeriggio di marzo del 2011. Ma secondo quanto riferito dalla vedova, l'altro presente, Traversa, avrebbe chiesto 30mila euro. Una vicenda tutta da vagliare

LECCE – Lo sguardo fisso sui giudici, la voce ferma di chi ha visto la propria vita sgretolarsi sotto i colpi di una tragedia.

In aula, dinanzi alla Corte d’assise di Lecce (presieduta da Roberto Tanisi), dove si sta celebrando il processo relativo all’omicidio di Roberto Romano e del ferimento di Dario Traversa, avvenuti il 24 marzo 2011, è comparsa la vedova di Romano.

La donna per anni è stata, per sua stessa ammissione, l’amante del presunto assassino: Michele Espedito Valentini, di Supersano, l’uomo che ha raggiunto armato l’abitazione di Romano nel pomeriggio di fine marzo di tre anni fa. Un triangolo di passione e morte che, però, secondo la donna non sarebbe alla base dell’omicidio.

Il movente del delitto, come spiegato in una missiva inviata ai giudici, sarebbe da ricercarsi non nella gelosia ma in una presunta richiesta di denaro, pari a 30mila euro, che Traversa avrebbe avanzato a Romano. Ipotesi e circostanze che saranno i giudici a dover vagliare e avvalorare.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti si è trattato di un omicidio scaturito al culmine di una violenta discussione, la situazione sarebbe degenerata e il 27enne avrebbe esploso alcuni colpi di pistola nella stanza da letto della vittima. Romano sarebbe poi deceduto durante il trasporto in ospedale, mentre Traversa rimase ferito al femore sinistro. Tra gli imputati, anche lo stesso Traversa, accusato di favoreggiamento personale per non aver rivelato agli inquirenti l’identità del presunto assassino.

Valentini fu arrestato alcuni giorni dopo, quando si consegnò ai carabinieri di Maglie, dove ad attenderlo c’era il suo legale, l’avvocato Mario Coppola. Nei suoi confronti il gip Carlo Cazzella aveva emesso, il 31 marzo 2011, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Il 27enne era irreperibile da una decina di giorni. Il 27enne spiegò ai magistrati di aver intrapreso, già da alcuni anni, una relazione con la moglie della vittima. Relazione di cui probabilmente Romano aveva saputo, anche perché aveva notato Valentini aggirarsi, il giorno dell’omicidio, nei pressi della sua abitazione. Nel pomeriggio Roberto Romano si sarebbe recato a casa del suo rivale invitandolo a casa per un chiarimento. “Non doveva succedere – affermò il 27enne, è stata una tragedia”.

espedito valentini-5I sospetti dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Lecce, guidati dal capitano Biagio Marro, si sono indirizzati subito su Valentini. Nonostante la complessità della vicenda e il contesto di silenzi e connivenze in cui il grave fatto di sangue si è consumato, sono bastate meno di 24 ore, infatti, per tracciare un profilo del presunto assassino e del possibile movente.

La ricostruzione dei fatti è partita dall'analisi della scena del crimine, che ha permesso di ipotizzare una conoscenza e una frequentazione del killer con Romano e Traversa, tale da giustificare l'ingresso in casa. Da qui, la minuziosa indagine dei militari, che hanno riscontrato notevoli difficoltà a causa della reticenza di diversi residenti nella zona a esporsi. Indagine serrate e articolate che hanno trovato riscontro negli inquirenti.

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Mario Coppola, Francesca Conte e Francesco Vergine.

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