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“La mascherina? Non la metto”. Parapiglia al seggio, allontanato 53enne

È successo in mattinata a Ruffano. L'uomo non aveva alcuna intenzione di indossarne una. E sono intervenuti poliziotti e finanzieri

RUFFANO – La mascherina? A lui fa un baffo. Forse proprio perché gli copre il baffo, chissà, e magari ci tiene così tanto che indossarla e rovinargli il profilo proprio gli va giù. Si scherza, ovviamente. Non sappiamo nemmeno se il protagonista di questa vicenda abbia barba, baffi o volto glabro, ma una cosa è certa: al seggio s’è presentato senza il dispositivo di prevenzione individuale e non sembra abbia voluto sentire ragioni. Non la metto e non la metto e non la metto. Fino a essere accompagnato fuori, all’ennesimo rifiuto, senza tanti fronzoli. Non la metti? E allora, aria.

È successo a Ruffano, questa mattina, verso le 11,30, presso la scuola secondaria di primo grado “Bortone” di via De Gasperi. L’uomo, 53 anni, del posto, intendeva recarsi presso il seggio numero 9, per esercitare il suo diritto di voto in occasione delle elezioni regionali, quelle che saranno ricordate proprio per il Covid-19 e le restrizioni. E, nonostante i mille preavvisi di questi giorni sull’obbligo di indossare mascherina, mantenere le distanze e nettarsi le mani prima e dopo l’ingresso in cabina, una volta arrivato nell'istituto, ha attaccato briga. Ed è successo fin da subito. Già all’accesso sembra che non abbia voluto sentire ragioni davanti agli operatori che gli chiedevano di indossare una mascherina. In caso non l’avesse avuta a disposizione, nessun problema. Ci avrebbero pensato loro a fornirne una.

La verità è che non l’avrebbe accettata comunque. Era sua intenzione varcare la soglia e votare a volto scoperto “perché non esiste norma di legge che m’imponga di indossare la mascherina”, è la sintesi della sua autodifesa, urlata ai quattro venti, ribadita in modo fin troppo acceso davanti al presidente di seggio. Tanto che sono intervenuti, giocoforza, poliziotti e finanzieri, in servizio di ordine pubblco nella scuola. I quali, constatato che l’uomo non avrebbe mai accettato l’invito a rispettare regole ideate per la tutela di tutti, ritenendo evidentemente prioritario l'appagamento del proprio ego sulle esigenze dell'umanità, sono stati costretti ad allontanarlo. Non prima di aver scoperto una recidiva nell’inosservanza delle norme di contenimento della pandemia.

Insomma, un negazionista o un provocatore seriale, che però, forse, si è inconsapevolmente salvato dal dilemma che ha colto tutti coloro che ancora non hanno capito come si arrotola l’immenso papiro/scheda arancione per il voto alle regionali. 

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