Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

S'infittisce il giallo di Squinzano: era Marino Manca il vero obiettivo?

L'uomo è in carcere accusato del tentato omicidio di Luca Greco, suo coetaneo 40enne, ma questi avrebbe addebitato l'aggressione subita in casa a due sconosciuti, i quali sarebbero stati intenzionati a uccidere proprio Manca

 

LECCE – La trama del giallo di Squinzano s’è infittita all’improvviso, questo pomeriggio, quando Luca Greco, 40enne, ferito da non meno di cinque coltellate nella sua abitazione, nel pomeriggio di sabato 8 settembre, ha tracciato la sua verità e, davanti al gip Annalisa De Benedictis, ha scagionato Marino Manca, anch’egli squinzanese di 40 anni, l’uomo che, fin da quella stessa notte, era finito in carcere, perché ritenuto il colpevole di una cruenta aggressione, dal movente ancora poco chiaro.

Formalmente, oggi si doveva decidere la convalida dell’arresto di Greco, piantonato nell’ospedale “Vito Fazzi”, dopo il ricovero e l’intervento al quale è stato sottoposto, per ridurre gli effetti di una lesione ad un polmone. Durante il sopralluogo per ricostruire la dinamica e svolgere i rilievi, quella sera, infatti, gli investigatori dei carabinieri avevano trovato anche 40 grammi di cocaina pura. E la convalida, per la detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, c’è stata. Ma dall’interrogatorio di oggi, gli inquirenti speravano soprattutto di ricavare nuove indicazioni su quel fatto di sangue. E quanto emerso, non farà altro che provocare un’ulteriore spinta sull’acceleratore della macchina investigativa, per cercare di fare luce definitiva e trovare al più presto conferme o smentite.

Per ovvi motivi, considerata la delicatezza dell’indagine, non è trapelato molto, ma, a quanto pare, Greco non solo avrebbe chiarito di non essere stato assalito da Marino Manca, ma anche – ed è questo l’aspetto inedito -, di essere proprio quest’ultimo il vero obiettivo di due individui a lui sconosciuti e spuntati fuori dal nulla. Di più, al momento, non è dato sapere, ma alcuni aspetti, almeno in apparenza, sembrano combaciare con almeno parte delle dichiarazioni già rilasciate da Manca mercoledì 12 settembre.

Durante il suo interrogatorio, infatti, questi aveva dichiarato di essere legato da una vecchia amicizia con la famiglia Greco, senza mai alcuna ombra tale da giustificare di certo un tentativo di omicidio, e di essersi recato presso l’abitazione del coetaneo per lasciare un'autovettura. Ma, non appena si erano aperti i cancelli della villa, sempre stando alle dichiarazioni di Manca, sarebbero “sbucati due uomini incappucciati, che mi hanno puntato contro una pistola”. Per questo motivo, dunque,  sarebbe fuggito.

Manca, ad oggi, è ovviamente ancora detenuto con l’accusa di tentato omicidio. I carabinieri, la notte di sabato, l’hanno rintracciato dopo essere stato medicato ed aver ricevuto un referto per alcune ferite sulle braccia. Per i militari, i segni di una colluttazione recente. Per Manca, solo le conseguenze di una caduta. E’ chiaro che, alla luce delle dichiarazioni di Luca Greco, ora si può ipotizzare un’imminente richiesta al tribunale del riesame di scarcerazione.

In ogni caso, la ricostruzione di quanto avvenuto quel pomeriggio, non è ancora limpida. I rilievi hanno rivelato che l’aggressione di Greco, con un coltello, ancora non ritrovato, sarebbe avvenuta in cucina. L’uomo è però riuscito a trascinarsi da solo fuori di casa e a chiamare i soccorsi. Potrebbe essere avvenuto a cavallo di quei frangenti, se dovesse essere questa la verità, l’arrivo di Manca, seguito dalla repentina fuga.

GRECO Luca..-3I carabinieri sospettano che l'intera vicenda possa ruotare attorno al modo degli stupefacenti. Forse, quella sera, si era prestabilito un incontro per raggiungere accordi economici o, magari, dirimere controversie. Entrambi, di certo, sono personaggi già emersi nelle cronache: Greco, difeso dall’avvocato Antonio Savoia, è un sorvegliato speciale, con un arresto alle spalle per tentato omicidio, dopo alcune fucilate verso alcuni cacciatori che si erano avvicinati troppo alla sua proprietà, in contrada Carli; Manca, difeso dall’avvocato Pantaleo Cannoletta, ha avuto in passato guai per droga e lesioni personali. Ancora, comunque, è presto per tirare conclusioni.

Ma gli elementi al vaglio sono davvero ancora tanti, e alcuni fatti devono trovare l’esatta collocazione. Come s’inserisce, ad esempio, nel contesto, la sparatoria di via Duca D’Aosta, avvenuta nella notte fra domenica 15 e lunedì 16 settembre? Alcuni colpi di fucile sono riecheggiati nel centro di Squinzano, ma non ci sono state vittime. MANCA MARINO-3Due auto sono state però colpite dai proiettili, esplosi da ignoti contro ignoti, con un fucile a pallettoni. C’è un legame con la vicenda dell’accoltellamento? E’ chiaramente difficile pensare ad una coincidenza di eventi criminali non collegati fra loro, in un lasso di tempo così breve tra un episodio e l’altro.

Ancora, altri ingredienti del giallo, oltre alla droga, sono una molla e un fondello di un caricatore, con tre proiettili, di una vecchia pistola calibro 9, recuperati sempre nell'abitazione di Greco, per i quali si attendono riscontri, e, secondo indiscrezioni, alcuni soggetti ricercati, perché potrebbero aver partecipato alla vicenda. Si tratterebbe di un 30enne leccese e di un uomo sulla quarantina di Squinzano. Una cosa sembra certa: la vera storia è ancora tutta da scrivere e si potrebbero profilare presto nuovi colpi di scena. 

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