Promettente ballerino, travolto da un'auto nella capitale. L'accusa chiede tre anni

Matteo Perrone, originario di Sogliano Cavour, morì un mese dopo l'incidente in cui era rimasto ferito gravemente insieme ad alcuni compagni di corso

La Singagoga di Roma.

ROMA – A distanza di cinque anni e mezzo da quel drammatico investimento, la pubblica accusa ha formulato la sua richiesta: tre anni per omicidio colposo.

A Roma, il 13 luglio del 2010, in piena notte, una Fiat Punto travolse su Lungotevere de’ Cenci un gruppo formato da sei giovani: ad avere la peggio fu Matteo Perrone, 21enne originario di Sogliano Cavour, da anni trasferitosi a Roma per frequentare l’Accademia nazionale di danza.

Terribile la scena in cui si trovarono ad operare i soccorritori: l'impatto fu così violento che il corpo del salentino, e quello di una ventenne casertana, furono scaraventati a diversi metri di distanza. Entrambi finirono in coma, ma dopo un mese il cuore di Perrone smise di battere. Gli altri quattro subirono seri traumi che ne hanno poi condizionato il prosieguo delle attività artistiche. 

A dargli l’estremo saluto, nella cittadina salentina, oltre a tutta la comunità locale anche alcuni compagni di corso con i quali aveva messo in scena uno spettacolo durante i campionati mondiali di nuoto, disputati durante l'estate del 2009.

Angelo Bonvissuto, l’uomo che era alla guida della vettura, che oggi ha 40 anni, si fermò a prestare soccorso e risultò negativo ai test cui fu subito sottoposto.

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