Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca San Cesario di Lecce

Sale protesta contro centrale a biomasse a Cavallino

Nuovo sit in del Comitato di cittadini e delle associazioni ambientaliste contrarie alla centrale a biomasse alle porte di Lecce, questa mattina a San Cesario. In prima linea anche il primo cittadino

SAN CESARIO - "No al progetto di morte": con queste intenzioni prosegue l'incessante protesta contro la centrale a biomasse di Cavallino che riunisce i cittadini, le associazioni ambientaliste, le autorità pubbliche dei quattro comuni interessati dal progetto, cioè San Donato, San Cesario, Lizzanello oltre ovviamente a Cavallino.

Questa mattina i manifestanti riuniti nel comitato spontaneo intercomunale si sono dati appuntamento presso la piazza di San Cesario per ribadire le ragioni della lotta, cioè i presunti rischi che la mega centrale elettrica potrebbe arrecare alla salute pubblica (emissioni di sostanze cancerogene come le nano particelle PM 2,5 - PM 10) con conseguenti danni ambientali, impatto negativo sull'economia locale nel caso di inquinamento dei terreni circostanti e svalutazione del valore delle case e delle proprietà adiacenti, secondo coloro i quali si oppongono al progetto.

A fondamento delle proprie preoccupazioni, peraltro condivise anche dallo stesso sindaco di San Cesario, Antonio Girau e dall'oncologo, presidente della Lilt, Giuseppe Serravezza, i ragazzi del comitato portano documenti e dati: le oltre 170 tonnellate di olio combustibile bruciate ogni giorno, potrebbero produrre fumi fuoriuscenti da una canna fumaria alta 30 metri, con un raggio di azione di molti chilometri per un consumo di ben 20.000 tonnellate di acqua.

Ma non finisce qui. Come spiega Andrea Savonitti, coordinatore del comitato spontaneo, la materia prima di combustione potrebbe essere un olio vegetale crudo prodotto in Africa (e non biomassa locale), la Jathropa Curcas, importata via nave fino a Brindisi e poi trasportata nel Salento su immense autocisterne.

"Come si può definire "ecologico" un progetto che, ai propri fumi, aggiunge anche l'inquinamento provocato dal trasporto?", si chiede Savonitti, sottolineando le contraddizioni di un impianto contrario alle disposizioni del regolamento regionale del 2008 che impone la filiera corta per la combustione di biomasse, o meglio la minimizzazione dei costi di trasporto dell'energia e del traffico complessivamente indotto dall'intera attività produttiva.

Il territorio, già provato dai deleteri effetti della vicina discarica, secondo il comitato, si troverebbe così a pagare un prezzo ambientale doppio. Ma il progetto va persino oltre: nella zona industriale di Cavallino è prevista anche la costruzione di una seconda centrale a combustione solida, di uno stabilimento per il trattamento della parte umida e di un impianto industriale per la produzione di idrogeno. Insomma: uno sfruttamento intensivo del territorio. Intanto l'iter di approvazione dell'impianto si sta per concludere: dopo la valutazione positiva di impatto ambientale da parte della provincia di Lecce, manca solo l'autorizzazione della Regione Puglia in arrivo il prossimo 8 giugno.

A CasaranoUn no eclatante, forte, unitario all'alterazione dell'ambiente. Un sì chiaro alla sostenibilità. Casarano si mobilita in un appuntamento riuscito, mosso dal coordinamento Intercomunale "No alla Centrale", cui hanno aderito la Lilt - Sez. Prov. di Lecce, il Comitato Energia Ambiente e Vita, il Tribunale per i Diritti del Malato, Cittadinanzattiva, l'Associazione Grande Salento, il Comitato Cittadino Tutela Ambientale (Casarano), Idee Insieme (Casarano), Io Conto (Ugento), Legambiente, Wwf, I Paladini di Via Messina (Casarano), il Forum Ambiente e Salute (Lecce) e numerose altre associazioni.

La "Marcia per la Sostenibilità Ambientale nel Salento" ha voluto sensibilizzare i cittadini e le Istituzioni sulle molteplici emergenze ambientali e sanitarie che tanto stanno allarmando la pubblica opinione del nostro territorio e per esprimere la volontà che qualsiasi scelta di installare impianti ad elevato impatto ambientale e sanitario non possa essere imposta prescindendo dal consenso delle popolazioni, dalle reali necessità e dalle storiche vocazioni del territorio.


La manifestazione ha avuto il via alle 19.30, con un raduno presso il Convento dei Frati Minori, in Piazza San Francesco; alle 20 ha preso il via la sfilata attraverso il centro cittadino di Casarano, ritornando nella piazza di partenza, dove sono intervenuti di esponenti di associazioni, comitati ed Amministrazioni. Un appuntamento, che ovviamente non ha potuto prescindere dal caso di Heliantos 2, che tanto sta facendo discutere a Casarano. Non si escludono nuove manifestazioni in futuro.

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