Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Salentini evadono al fisco 378 milioni. E le denunce al "117" non sono più anonime

Sono i dati del 2013 resi noti da Comando provinciale della gurdia di finanza di Lecce. Recuperato inoltre 1 milione di Iva mai versato dagli evasori. Cmabia il comportamento dei cittadini, che denunciano non in anonimato le mancanze dei commercianti

LECCE – Su 378 milioni di euro evasi al fisco in provincia di Lecce nel 2013, 123 sono stati i contribuenti (+57% rispetto al 2012) che hanno ammesso "dimenticanze" le furbate varie, vedendosi poi costretti poi a versare nelle casse dell’Erario, 6,5 milioni di euro e 1 milione di Iva. Non è poco. Denunciate inoltre all’autorità giudiziaria per reati fiscali, societari e fallimentari 162 persone, di cui due arrestate.

I dati sul comportamento dei salentini di fronte alle tasse, ma non solo, si parla infatti di fatture per operazioni inesistenti, fatture sgonfiate rispetto a operazioni commerciali reali e italici comportamenti fraudolenti in genere,  giungono direttamente dal Comando provinciale della guardia di finanza di Lecce, che traccia il bilancio dei risultati conseguiti lo scorso anno proprio in ambito provinciale. Seicento verifiche e controlli da parte della “fiamme gialle”, hanno portato al recupero di tasse mai versate, come detto, per circa 378 milioni di euro e ai fini dell’Iva per circa 30 milioni di euro.

Scontrini fiscali. 

Oltre 4.400 sono stati i controlli in materia di scontrini e ricevute fiscali, che hanno portato all’accertamento di oltre 2.500 irregolarità. Nel dettaglio, la percentuale media, a livello provinciale, delle mancate emissioni nel settore degli scontrini fiscali è stata pari al 55%.  Le infrazioni nel comparto delle ricevute fiscali, invece, pari a 353 su 527 controlli, si sono attestate su una media provinciale nell’ordine del 67%.

Lotta all’economia sommersa.

La guardia di finanza ha operato inoltre 360 controlli sugli “indici di capacità contributiva”, vale a dire  su  auto, imbarcazioni e abitazioni, per esempio, che se da una parte sono espressioni di elevata disponibilità economica, dall’altra non rispecchiano la “posizione fiscale” dichiarata dai proprietari.  Il contrasto all’economia sommersa ha portato all’individuazione di 117 evasori totali e 23 paratotali, nei confronti dei quali sono stati proposti all’Agenzia delle entrate, per il recupero a tassazione, 318 milioni di euro di basi imponibili ai fini delle imposte dirette e otto milioni di euro ai fini dell’Iva. E per velocizzare l’effettivo recupero delle imposte evase, i finanzieri hanno siglato 44 proposte di applicazione di misure cautelari amministrative a garanzia di crediti erariali. Valore, circa 51 milioni di euro. 

Per le stesse finalità, 28 proposte di “sequestro per equivalente” all’autorità giudiziaria per reati tributari, di beni per un valore complessivo pari ad oltre 3 milioni di euro. E 50 sono stati i provvedimenti di sequestro “per equivalente” eseguiti riguardanti beni e valori per un importo complessivo di circa 4 milioni di euro.  

Lavoro nero.

Il contrasto al lavoro nero ha portato all’individuazione di 463  tra lavoratori irregolari e in nero, con conseguenti contestazioni a carico di 98 datori di lavoro. 

I cittadini che si rivolgo al “117”.

Nel 2013 l’utenza della guardia di finanza ha ricevuto 467 segnalazioni. Significativo l’aumento delle segnalazioni non più anonime (oltre il 70% sul totale della chiamate). Anche il livello “qualitativo” delle chiamate è stato superiore, in termini di dettagli riferiti: in materia di mancato rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale, di irregolarità in materia di disciplina dei prezzi, di tentativi di truffe commerciali, senza tralasciare le richieste di soccorso o di assistenza. 

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