Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Tragedia nel porto di Genova, tra le vittime un pilota di origini salentine

Maurizio Potenza, originario di Melissano, è tra i sette uomini che hanno perso la vita nel terribile crollo di martedì, a seguito dello schianto della portacontainer "Jolly nero". Il 56enne si trovava nella torre del molo Giano, dove guidava le operazioni di attracco

@TM News/Infophoto

MELISSANO – Per un attimo, soltanto per un attimo, hanno tirato un sospiro di sollievo anche nel Salento, quando sembrava che, almeno lui, fosse sopravvissuto all’assurdo crollo della torre del molo Giano che, nella serata di martedì, ha svegliato con un boato i caruggi di Genova. E, invece, Maurizio Potenza non ce l’ha fatta.

Il centralinista e pilota 56enne originario di Melissano, che svolgeva il ruolo di guida nelle complesse operazioni di attracco delle navi, si è trovato nel posto sbagliato, al momento sbagliato. Si era trasferito sin dall’infanzia nella “Superba”, dove il padre aveva lavorato come infermiere, per circa 40 anni, presso l’ospedale “San Martino” e dove viveva con il figlio Federico. Ora è una delle vittime di quella tragica, irrazionale fatalità che non trova ancora risposte, nella quale hanno perso la vita altre sei persone, e ulteriori quattro sono rimaste ferite.

Nel corso della notte, invece, sono continuate senza sosta le ricerche dei due dispersi: il sergente Gianni Jacoviello, un 33enne di La Spezia e Francesco Cetrola, salernitano di 38 anni. Carabinieri, militari dell’esercito, sommozzatori e vigili del fuoco sono all’opera da ore, per cercare tracce dei due uomini dei quali non si hanno più notizia da quasi 48 ore.

Intanto, nella piccola comunità del basso Salento, dove ancora vivono alcuni parenti del 56enne, non si fa che parlare di quella torre di controllo, sbriciolatasi in mare, in tonnellate di frammenti, a seguito del violento schianto della nave portacontainer “Jolly nero” della linea Messina. L’imponente imbarcazione stava effettuando le manovre per lasciare il porto alla volta di Napoli, per poi proseguire in Egitto.

Ma qualcosa è andato storto, provocando una strage che troverà risposte soltanto nel tempo, quando le indagini avviate dalla procura del capoluogo ligure, che ha già aperto iscritto nel registro degli indagati il comandante della nave e il pilota che stava effettuando le operazioni di manovra, con l’accusa di omicidio colposo plurimo, saranno in grado di attribuire le responsabilità di una simile tragedia che, in un quell’attimo che durerà per sempre, ha unito il dolore di una città del Nord-ovest ad un’anonima comunità del Sud-est.

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