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Fanno sesso, poi diffonde i video e affigge immagini: revenge porn, incastrato

Nei guai un 35enne di Salice Salentino. Usava profili falsi, ma si è comunque risaliti a lui. Vittima una ragazza del Brindisino: anche suoi parenti e amici hanno ricevuto i filmati

SALICE SALENTINO – Prima la minaccia. Poi, l’azione vera e propria. I video, realizzati durante i rapporti sessuali che avevano consumato insieme, diffusi a parenti e conoscenti della ragazza. E non solo. Al culmine della meschinità, immagini stampate ed esposte in pubblico, sia nel paese di cui è originaria, in provincia di Brindisi, sia del luogo dove aveva domicilio per motivi di lavoro.

Un incubo a occhi aperti, che l’aveva gettata nella più totale prostrazione e sul quale ha messo ora un punto la squadra mobile brindisina, con un’indagine che ha permesso di risalire a F.M., un 35enne di Salice Salentino. Nei suoi confronti il giudice per le indagini preliminari Tea Verderosa, su richiesta del pubblico ministero Livia Orlando, ha spiccato un’ordinanza di custodia cautelare. Da ieri pomeriggio si trova ai domiciliari.  

I due non formavano una vera e propria coppia. La loro, piuttosto, un’amicizia nata sui social e trasformatasi ben presto in attrazione. La ragazza molestata, peraltro trasferitasi al nord Italia per esigenze di lavoro, si è dovuta rivolgere alla polizia per mettere un argine a una situazione che la stava portando alla disperazione. E sul caso si è mossa una sezione specializzata, quella sui reati contro la persona. Gli investigatori hanno agito sia con mezzi classici d’indagine, sia con attività tecniche, fino a raccogliere elementi precisi e concordanti sul giovane salentino.

Dopo essersi conosciuti di persona, il 35enne avrebbe prima convinto la donna a compiere reciproci atti di autoerotismo, per arrivare poi alla consumazione di rapporti sessuali. Consensuali, certo, ma anche ripresi in webcam. Con immagini esplicite che poi sono state veicolate in più modi. Costretta dalla situazione anche a cambiare le sue ordinarie abitudini di vita, la giovane donna, tuttavia, non ha perso tempo e il 2 novembre ha sporto la denuncia che ha permesso alla polizia di arrivare al salicese.

Nonostante avesse utilizzato falsi profili Facebook per cercare di dissimulare la sua vera identità, alla fine è stato comunque identificato. Atti persecutori, diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti e sostituzione di persona sono i reati di cui dovrà rispondere.

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