Cronaca

Salta l’internalizzazione del 118. E la protesta si sposta a Bari

I lavoratori delle ditte Meleleo ed Ikebana, che dovevano essere assunti in Sanitaservice dal 1° febbraio, sono in assemblea permanente da venerdì. Il loro nuovo bersaglio è il consiglio regionale reo di aver stoppato il processo

Gianni Palazzo di Usb.

LECCE  – Sfuma per un soffio l’internalizzazione del servizio 118 nell’Asl di Lecce. La delibera della Asl arrivata a fine 2012 prevedeva, finalmente, l’assunzione diretta dei 46 operatori del servizio emergenza-urgenza su cinque postazioni gestite dalle società esterne Meleleo ed Ikebana. Ma il processo che era nell’aria sin dalla fondazione della società in house, Sanitaservice, costituita nel 2010, si è di nuovo interrotto. E quella data, il 1° febbraio, potrebbe significare ben poco per gli ultimi lavoratori rimasti in attesa del passaggio sotto le dipendenze dirette dell’azienda sanitaria locale.

Gli interessati da venerdì sono riuniti in assemblea permanente all’interno dell’edificio della direzione sanitaria: quello stesso locale in via Miglietta che vide gli ausiliari lottare mesi e mesi, rivendicando la loro assunzione e lo smantellamento del vecchio sistema degli appalti.

Ora la scena si ripete ed il sindacato che guida i novelli rivoluzionari, Usb, annuncia per domani un sit-in di protesta direttamente a Bari. Sotto la sede del consiglio regionale in via Capruzzi, bersaglio, ancora una volta, della rabbia dei lavoratori che si sentono sotto la minaccia costante di licenziamento da parte delle ditte esterne. Due le richieste: il ritiro immediato del provvedimento di sospensiva dell’internalizzazione delle postazioni di Lecce e l’immediata convocazione dei direttori generali e delle organizzazioni sindacali per attivare il medesimo percorso anche per le postazioni gestite dalle associazioni volontariato.

“Lo spiraglio che, a fine anno, si era aperto per i lavoratori del 118, ha innescato una serie di rivendicazioni giuste in quei territori in cui il servizio viene gestito da associazioni di volontariato. – spiega il referente Usb Gianni Palazzo – Anche in questo caso i lavoratori hanno avato la richiesta di essere internalizzati per porre fine ad un decennio di massacro di diritti che tante associazioni di volontariato hanno fatto nei loro confronti”.

L’assessorato pugliese alla Sanità avrebbe, però,  ha, interpretato male questa rivendicazione, e “pensando di fare il bene di tutti, ha bloccato il processo di internalizzazione delle postazioni di Lecce”, mandando su tutte le furie gli interessati che hanno scelto la strada dell’assemblea permanente.

Il sindacato Usb si tira fuori dai giochi:  “Non si può disporre della vita delle persone in modo tanto disinvolto quanto oneroso per le casse della Asl e ricordiamo all’assessore Ettore Attolini che le condizioni per le internalizzazioni sono state regolamentate da varie delibere regionali (per non parlare delle tante sentenze favorevoli del Tar e del Consiglio di Stato) e lì dove le condizioni sono incerte (le postazioni gestite dalle associazioni) da tempo avrebbe dovuto predisporne le condizioni visto, oltretutto, che è stata espressa in più occasioni una volontà politica generale favorevole all’ internalizzazione di tutto il servizio di emergenza – urgenza”.

Anche la Funzione pubblica di Cgil Lecce torna sulla ormai “storica” necessità che il servizio di 118 avesse la priorità nel processo di internalizzazione. “Tutto ciò rispondeva sia ai risparmi economici che a garantire buona occupazione e un migliore servizio ai cittadini. – spiegano i segretari Silvio Cataldi e Simone Longo - Scelte aziendali diverse hanno fatto in modo, però, che ancora oggi il servizio 118 venga svolto in gran parte al di fuori dell’Asl”.

“Quando ormai sembrava tutto andasse nel verso giusto e dopo un lavoro continuo di questa organizzazione sindacale durato quasi due anni, l’Assessorato regionale alla Sanità pone un veto e blocca una proposta di delibera della Asl di Lecce”, continua la nota stampa diramata da Cgil.

“Non comprendiamo questo atteggiamento anomalo dell’assessorato, da noi contestato anche in un incontro barese del 21 gennaio scorso. – aggiungono i segretari - Ci appare veramente strano che manchi a tal punto un coordinamento tra le scelte della Asl di Lecce e gli indirizzi della Regione. Tanto più perché questi atteggiamenti, attuati nella logica dell’annuncio seguito subito dopo dalla smentita, non possono consumarsi, come al solito, sulla pelle dei lavoratori interessati. Non accettiamo che si giochi sempre sull’anello debole della catena, anche perché questi comportamenti consentono ad alcuni sindacati di strumentalizzare situazioni al fine di rivendicare risultati, che, come noto, non sono assolutamente riconducibili alle loro pregresse azioni rivendicative”.

Non ci risulta che alcune organizzazioni sindacali stiano premendo presso l’assessorato Regionale alla Salute per l’internalizzazione anche dei lavoratori volontari del 118. – proseguono i due segretari - Pur comprendendo che si è in una accesa fase di campagna elettorale, ritieniamo però che nel grave contesto socio-economico che viviamo, le speculazioni politico-elettorali di alcuni esponenti candidati e di alcune sigle sindacali non giovino ai lavoratori e alle loro famiglie. L’internalizzazione deve essere fatta e si farà, come peraltro ci risulta da autorevoli fonti baresi, per cui invitiamo tutti, ciascuno per il proprio ruolo, ad assumere responsabilmente le opportune decisioni senza lasciare spazi a interpretazioni tendenziose e ad azioni poco rispettose, in primo luogo dei lavoratori interessati e delle loro famiglie, e che senza dubbio potrebbero avere ripercussioni anche sull’efficienza di un così delicato servizio per i cittadini”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Salta l’internalizzazione del 118. E la protesta si sposta a Bari

LeccePrima è in caricamento