Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Salta la cassa integrazione per trenta aziende

La Commissione che doveva valutare le richieste, riunitasi ieri, non ha potuto deliberare a causa degli assenti. "Inadempienze inaccettabili" per Cgil che sottolinea i disagi per i lavoratori

Foto di archivio-61

Sono addirittura trenta le aziende che, nel solo Salento, hanno richiesto la cassa integrazione per i propri dipendenti: un numero enorme di attività in crisi, cui corrispondono le difficoltà di oltre mille lavoratori.

Ma le richieste di autorizzazioni per l'accesso agli ammortizzatori sociali sono, incredibilmente, ferme da tre mesi. Languono tra le pile di carte, semplicemente perchè la Commissione competente a procedere con le concessioni, non ha ancora esaminato le domande.

La "storiaccia" di lungaggini burocratiche che impediscono ai lavoratori di accedere ai sostegni dovuti, putroppo ricorda molto da vicino quanto accaduto in estate agli ex operai dell' Adelchi, della Filanto e della pista "Prototipo" di Nardò, (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=27818), rimasti in stand by per quasi tre mesi, senza riuscire a capire chi e perchè non avesse erogato loro gli assegni.

Per quanto riguarda le nuove richieste, invece, è la stessa segreteria provinciale della Cgil a rendere note "l'inaccettabile inadempienza di chi, non presentandosi in Commissione, non ha garantito la celerità dei provvedimenti".

Dopo due mesi di pausa, infatti, la Commissione per la cassa integrazione ordinaria, (formata dai rappresentanti sindacali e dalla parte datoriale), si è data appuntamento ieri, per una riunione del tutto inutile. Le assenze che hanno comportato il mancato raggiungimento del numero legale, hanno impedito alla Commissione di deliberare e di mettere, così, in moto la farraginosa macchina burocratica.

"Con grande rammarico veniamo a conoscenza di questi fatti e ci chiediamo come possa essere svolto con tale superficialità un ruolo di così grande responsabilità, in un momento tanto delicato dal punto di vista economico e occupazionale, disertando le riunioni", denuncia la segretaria confederale, Daniela Campobasso che invita i responsabili dei ritardi a compiere un atto di coraggio, assumendosi le responsabilità di azioni che "danneggiano sempre e soltanto i più deboli".


I lavoratori, cioè, "già tormentati dalle conseguenze della crisi e dalla paura di sprofondare nel baratro della disoccupazione".

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