Incagliato tra gli scogli dello Ionio imbarca acqua e affonda. Anche due bimbe sullo yacht

Paura nelle ultime ore a un miglio dal litorale ugentino. Un’imbarcazione con due coppie e le rispettive bambine di 3 e 5 anni, è stato completamente ingoiato dall’acqua. Dopo l’urto con le rocce affioranti all’altezza delle secche è probabile si sia staccata l’elica, creando una falla. Operazioni in corso da parte dei militari dell’Ufficio locale marittimo di Torre San Giovanni

Lo yacht affondato nello Ionio (Alessandro Palma e N.P.)

TORRE MOZZA (Ugento) – Tragedia sfiorata nelle acque dello Ionio. Paura,  a partire dal tardo pomeriggio di ieri, al largo del litorale ugentino. Uno yacht di una ventina di metri, con due famiglie a bordo, è rimasto incagliato tra le rocce affioranti in prossimità delle secche presenti in zona, tra le marine di Torre San Giovanni e Torre Mozza.  Poi è completamente affondato.

Forse a causa della velocità dell’imbarcazione, o forse per una fatalità, il natante ha colpito uno degli scogli.  L’ipotesi più plausibile è che si sia sfilata parte dell’elica e che lo yacht abbia cominciato a imbarcare acqua. Il proprietario, un uomo del posto, ha lanciato subito l’allarme. Sul posto, a bordo dei gommoni, i militari dell’Ufficio locale marittimo di Torre San Giovanni. Gli uomini della guardia costiera, guidati dal maresciallo Giovanni Cazzarò, hanno tratto in salvo i passeggeri, che si trovavano a circa un miglio dalla costa: si tratta di due coppie, e delle rispettive bambine di 3 e 5 anni.

Fortunatamente, nessuna conseguenza  è stata registrata sulle piccole passeggere, né sul resto delle famiglie. Tanto lo spavento degli occupanti alla vista dell’acqua che ha invaso completamente  l’imbarcazione. Quest’ultima si trova ancora sul posto: probabilmente già nel corso della mattinata, viste anche le condizioni favorevoli del mare, il proprietario ingaggerà la ditta gallipolina per il recupero dell’ingombrante yacht: dopo le operazioni di rimozione sarà rimorchiato presso il porto della Città Bella o in quello di Santa Maria di Leuca.

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