Cronaca

Estorsioni a fratello e madre per avere soldi, il giudice lo manda in cella

I carabinieri di Salve hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare del gip Panzera a carico di un 53enne. In passato gli avevano sequestrato anche sciabole e katane

SALVE – Non una, ma più denunce nel tempo. Si sono accavallate fino a formare un quadro di potenziale pericolo, tale da far ritenere necessario procedere con un arresto. Ed è così che questa mattina, nell’abitazione di Riccardo Marco, 53enne di Salve, si sono presentati i carabinieri della stazione locale. In mano avevano un’ordinanza del giudice per le indagini preliminari Simona Panzera. Maltrattamenti in famiglia ed estorsione sono le pesanti accuse formulate a suo carico.

In quell’abitazione del comune nel Capo di Leuca, orami, il clima doveva essere diventato irrespirabile, la tensione palpabile. Più volte, infatti, Riccardo Marco, si sarebbe scagliato contro i suoi congiunti, con i quali convive, per ottenere somme di denaro. Richieste e ricatti che hanno riguardato in particolare madre vedova, 79enne, e fratello dell’uomo, 44enne. E quando ormai i famigliari non ne hanno potuto più, sono iniziate le denunce in caserma.

I carabinieri, peraltro, in quella casa si erano già recati in altre occasioni, proprio per verifiche e sopralluoghi, nell’ambito delle indagini avviate per ricostruire tutti i fatti. Arrivando, in un’occasione, a sequestrare anche una quarantina di armi bianche di cui Marco avrebbe avuto la disponibilità, una sorta di collezione di sciabole e katane che, ovviamente, hanno provocato parecchio in allarme, vista la situazione.

Nelle scorse ore, dunque, il giudice, valutati tutti i fatti, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il 53enne è stato condotto a Lecce, presso il penitenziario di Borgo San Nicola. E' difeso dall’avvocato Paolo Pepe.  

Maltrattamenti in famiglia, anche una pena definitiva

Sempre per maltrattamnti in famiglia, a Casarano i carabinieri hanno eseguito un ordine di carcerazione emesso dalla Corte d’appello di Taranto nei confronti di Gennaro Zoppo, 35enne, tarantino, domiciliato presso la comunità “Il giglio”, dov'era sottoposto agli arresti domiciliari.

Nel suo caso, è divenuta definitiva una sentenza per fatti avvenuti a Taranto il 10 dicembre del 2012. L'uomo è stato condotto presso la casa circondariale di Lecce, dove dovrà una pena residua di 1 anno, 3 mesi e 25 giorni di reclusione e pagare una multa di 600 euro. 

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