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Venerdì, 19 Agosto 2022
Cronaca Salve / Via Fratelli Cairoli

Intrusione in casa del vicesindaco: stanze a soqquadro e incendio

È successo a Salve. L'abitazione è di Giovanni Lecci, architetto e politico. È parso un atto deliberato, non vi sarebbero stati furti. Nel rogo appiccato all'interno morto il gatto

SALVE – Sono entrati nel cuore della notte, poi hanno agito come furie scatenate: camere a soqquadro, oggetti scaraventati per terra, infine le fiamme, appiccate deliberatamente e che hanno avvolto mobilio e danneggiato gli impianti elettrici, annerito con il fumo cinque stanze su sette, provocato pure la morte per asfissia dell’incolpevole gatto dei proprietari. 

È stato un risveglio da incubo, poco prima dell’alba, quello di Giovanni Lecci, 54enne, di professione architetto e vicesindaco di Salve, e della sua famiglia. Trasferitisi nella marina per l’estate (anche se usi fare ritorno a casa almeno due volte al giorno), sono stati avvisati intorno alle 4 di notte di quanto da poco accaduto all’interno della loro abitazione, in via Fratelli Cairoli, che si sviluppa fra piano terra e primo piano. E ora c’è massima attenzione sul caso da parte delle forze dell’ordine, perché l’episodio appare molto inquietante. Tecnicamente si procede per danneggiamento seguito da incendio, ma l’intera vicenda assume i contorni più inquietanti di un “avvertimento”.

Sul posto, per spegnere le fiamme, sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Tricase. I quali non hanno rilevato (ed è l’unica consolazione) pericoli per la stabilità dell’edificio. Ma gli ambienti al momento non sono certo abitabili e, soprattutto, ha colpito il fatto che tutto sia apparso, fuorché opera di malviventi interessati a cercare oggetti preziosi. D’altro canto, non solo – come detto – non sembrerebbe sparito qualcosa dalla casa, ma, a rigor di logica, avrebbe comunque avuto scarso senso arrivare anche a provocare un rogo. Non fosse altro perché le fiamme avrebbero inevitabilmente attirato l'attenzione del vicinato, in quel momento assorto nel sonno.  

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Le indagini sono in mano ai carabinieri della stazione di Salve, arrivati sul luogo con l’aliquota radiomobile della compagnia di Tricase. Lecci, che dal 2018, anno in cui è stato eletto con la lista civica Noi per Salve, ricopre l’incarico di vicesindaco del comune dell’area del Capo di Leuca e che detiene anche deleghe assessorili a Lavori pubblici e Urbanistica, più avanti nelle ore si è presentato in caserma con il suo avvocato per sporgere denuncia, anche se non avrebbe mai subito minacce esplicite o richieste estorsive. Insomma, per il movente gli investigatori dell’Arma dovranno scavare a fondo.

Quanto al modus operandi, si è scoperto che i malviventi, per entrare, hanno forzato una tapparella laterale, non senza spostare le videocamere di sorveglianza in modo che riprendessero in punti ciechi. Una volta all’interno, hanno dato sfogo a istinti distruttivi, su entrambi i piani dell’abitazione, fino all’incendio finale. Quindi, la fuga prima che sul posto arrivasse qualcuno.  

"Questo ignobile episodio, che offende l’intera comunità - ha commentato via social il sindaco Francesco Villanova, esprimendo verso Lecce e la sua famiglia la vicinanza di tutta l'amministrazione comunale -, non scoraggerà e non intaccherà la passione e l’impegno con cui il Vice Sindaco svolge il suo dovere per il bene comune di tutti i cittadini di Salve".

Le analogie con il caso di Presicce-Acquarica

La vicenda presenta qualche analogia con quanto avvenuto di recente a Presicce-Acquarica, dove qualcuno si è intrufolato addirittura per ben due volte nella stessa abitazione, l’appartamento di un imprenditore edile. Una storia che, fin dalle prime battute, presentava anomalie. Il 26 giugno, infatti, era stato perpetrato un furto, seguito poi da un rogo volutamente appiccato dagli stessi ladri. Ma appena tre giorni dopo, ignoti si erano ripresentati nella medesima abitazione, in quel caso con l’unico scopo di provocare un incendio. Il che aveva lasciato ipotizzare che non fosse il furto il vero scopo, anche nel primo caso, ma una sorta di copertura.

Analogie, dunque, ma non è detto che quanto accaduto al vicesindaco di Salve oggi e nelle settimane scorse all’imprenditore di Presicce-Acquarica siano eventi collegabili fra loro. Anzi, almeno in questo momento, gli investigatori sembrano escluderlo.

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