Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Salvemini chiede rispetto per il popolo delle primarie

Il promotore dell'associazione Lecce2.0dodici rifila bacchettate a Pisanò, dopo le considerazioni sul metodo delle primarie. "Porti rispetto ai salentini che dal 2005 ad oggi hanno affollato i seggi"

Carlo_Salvemini

LECCE - Particolarmente piccanti le considerazioni di Carlo Salvemini, promotore dell'associazione Lecce2.0dodici, che esordisce con una citazione del cantastorie italiano per eccellenza. "Eugenio Pisanò ha preso carta e penna per dispensare buoni consigli al sindaco in vista delle prossime elezioni, sentendosi come Gesù nel Tempio, avrebbe cantato De Andrè. Non entro nel merito delle vicende che hanno suggerito queste sue dichiarazioni, tutte interne al Pdl e al rapporto controverso con Adriana Poli Bortone. Mi limito a commentare - prosegue - il passaggio che lui dedica al centro sinistra che non ha le idee chiare e che se deciderà di ricorrere alle primarie darà vita all'ennesima farsa della democrazia partecipata".

Salvemini non gradisce ed invita il presidente del Consiglio comunale "ad un maggiore rispetto per le migliaia di leccesi e salentini che dal 2005 ad oggi hanno in diverse occasioni affollato i seggi per scegliere con il proprio voto il candidato alle elezioni comunali e regionali. Uscendo di casa la mattina. Sfidando spesso il maltempo. Mettendosi diligentemente in fila in attesa del proprio turno. Versando un contributo volontario come rimborso per le spese organizzative. Perché tutte quelle persone in carne ed ossa, donne e uomini, hanno in queste occasioni orgogliosamente affermato il valore della partecipazione, del servizio, della cittadinanza consapevole. Espressione di una politica che non abdica alle decisioni di pochi perché non ha paura di affidarsi alla saggezza di tanti; che crede ancora si debba essere cittadini e non semplici spettatori come la mediacrazia pretende".


"Sono semplicemente i volti di un'Italia politica diversa da quella che il Pdl propone al Paese - prosegue Salvemini - e di cui lo stesso Pisano è esemplare e autorevole rappresentante. Quella che affida il proprio futuro agli umori del capo. Che privilegia il valore della fedeltà a quella dell'indipendenza di giudizio. Che preferisce gli schermi tv alle piazze. I messaggi a reti unificate al confronto e al dibattito. Che è insofferente al dissenso perché ammaliata esclusivamente dal consenso, anche se compiacente o estorto. Insomma sono tutt'altro che farseschi. Possono non piacere. Ma meritano rispetto".

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