Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Premio a Naccarelli per i Boc: "Dal Comune nessuna richiesta di rimborso"

Terzo atto del confronto sul rimborso della somma versata dall'amministrazione al dirigente per l'operazione Boc, rivelatasi un fallimento. Carlo Salvemini risponde al settore Avvocatura, rincarando la dose

Carlo Salvemini

 

LECCE – Per il terzo giorno consecutivo la vicenda legata al rimborso del premio percepito dal dirigente comunale Giuseppe Naccarelli e da dipendenti del Comune di Lecce per l’operazione Boc, poi rivelatasi un fallimento, come scritto chiaramente dalla Corte dei conti, occupa l’agenda della politica cittadina. Con un ulteriore affondo del consigliere Carlo Salvemini, capogruppo del Lecce Bene Comune, nei confronti dell’amministrazione di Palazzo Carafa: "In realtà il Comune non ha mai chiesto la restituzione dell'incentivo ai beneficiari, Naccarelli compreso".

La querelle è iniziata lunedì mattina, quando l’esponente della sinistra aveva calcolato in 50 anni – al ritmo di 500 euro al mese – il tempo necessario perché venga restituito alle casse pubbliche il premio riscosso nel 2006 da Naccarelli. “Questa è la storia emblematica – così aveva concluso Salvemini il suo ragionamento -: quella di un privilegiato che rivendica il suo status e lo difende. Il dottor Naccarelli ha procurato danno al Comune con un’emissione di un Boc che si è rivelata disastrosa per il bilancio, al punto da costringere l’ente ad una complicatissima rinegoziazione”.

A questa accusa, l’amministrazione comunale ha risposto in due tempi: a stretto giro di posta con un comunicato firmato dall’Ufficio stampa di Palazzo Carafa, il giorno dopo con uno più articolato della responsabile del settore Avvocatura, Maria Luisa De Salvo: “L’importo per cui la Corte dei Conti ha chiesto la restituzione è comprensivo anche delle somme percepite da alcuni dipendenti e collaboratori comunali verso i quali l’amministrazione ha attivato tutte le procedure giudiziarie e contabili per il recupero delle stesse. E' del tutto ovvio, dunque, che qualora l’esito di questo procedimento dovesse andare a buon fine per il Comune, il debito contratto dal dirigente Naccarelli dovrà essere decurtato dalle suddette somme. Di conseguenza, verrà diminuito notevolmente il danno erariale subito dall'ente, così come disposto dalla sentenza numero 600 della Corte dei Conti”.

“Inoltre, occorre precisare che la diminuzione della rateizzazione da 780 a 500 euro è relativa solo allo stipendio mensile mentre resta invariata la trattenuta di un quinto su quanto spettante al dirigente per il trattamento accessorio, nonché sull'eventuale tfr. La trattenuta sugli emolumenti mensili, dunque, rappresenta solo uno degli strumenti a disposizione dell'Amministrazione Comunale per recuperare le somme relative all'operazione Boc. Così come prescrive la normativa in materia, infatti, al rimborso concorrono anche le trattenute sul salario accessorio e sul trattamento di fine rapporto. Ad ogni buon conto, l'amministrazione comunale ha posto in essere le garanzie accessorie a salvaguardia di un eventuale mancato completo rimborso delle somme dovute da parte del dirigente, vale a dire un'ipoteca giudiziale su un immobile di sua proprietà”.

Salvemini, oggi, ha replicato alla responsabile del settore legale, rincarando politicamente la dose: “Non è vero che il procedimento civile consentirà di recuperare l'incentivo illegittimamente riscosso da dipendenti e collaboratori (incluso Naccarelli): perché in sede di giudizio l’amministrazione comunale, per voce del legale incaricato, ha esclusivamente chiesto il rimborso delle somma versate dall’ente per regolarizzare il versamento delle trattenute fiscali e previdenziali (il pagamento del premio avvenne infatti, tra le altre cose, in nero) e ammontanti a 420mila euro circa complessivi.

“Non è vero – prosegue il capogruppo di Lecce Bene Comune - che l'esito del procedimento civile, qualora favorevole al Comune, avrà effetti sulla somma fissata dalla Corte dei Conti a carico di Naccarelli a titolo di risarcimento del danno prodotto : i 352mila 263,18 euro dallo stesso dovuti non verranno automaticamente decurtati per la semplicissima ragione che non c’è alcun legame tra la sentenza della magistratura contabile e il procedimento civile ancora aperto presso il Tribunale di Lecce”.

“La verità – conclude il consigliere di minoranza - è quindi un’altra: le iniziativa promosse dall’amministrazione per le restituzione dell'incentivo legato all’emissione del Boc sono limitate ad ottenere la restituzione dei 420mila euro pagati dal Comune per il versamento delle trattenute fiscali e previdenziali; a fronte di un esborso finanziario complessivo di oltre un milione di soldi pubblici. Il Comune, ad oggi, non ha mai richiesto ai beneficiati, Naccarelli compreso, la restituzione dell'incentivo da loro percepito. E se non ci fosse stata l'indagine della Corte dei Conti, attivatasi su sollecitazione della guardia di finanza e non per segnalazione del Comune, oggi saremmo al punto zero”.

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