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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca

Accanto a un pick-up rubato cercano di scassinare un parcometro sradicato

Due denunciati per una bizzarra vicenda. L'apparecchio era stato portato via dalla marina di San Cataldo, fino a Lecce. Ma sul più bello è spuntata una gazzella dei carabinieri. Un terzo è riuscito a scappare

LECCE – “Tira, molla, spingi, fai leva. Dai, ancora, prova… svita… dammi una mano. Ehi, chi arriva? I caramba… via, via”.

Ora, magari il dialogo non sarà stato proprio questo, ma definisce grossomodo la situazione in cui due militari a bordo di una gazzella dei carabinieri si sono venuti a trovare l’altra notte, mentre erano di normale pattuglia in città: un terzetto che, nel buio, stava armeggiando accanto a un ingombrante oggetto coricato per terra, poi rivelatosi nientemeno che un parcometro. Già, perché era stato letteralmente sradicato dal suolo e i tre stavano tentando di aprire la cassa contenente i soldi inseriti dagli automobilisti.

Tutto è avvenuto alle prime ore di giovedì. Erano le 3 e mezza di notte, circa, quando i militari della Sezione radiomobile di Lecce, percorrendo la parte più esterna di via Francesco Camassa, che conduce verso via Vecchia Lizzanello, quasi all’altezza con via Don Tonino Bello, hanno notato le sagome di alcuni uomini, affaccendati in qualche “strana” operazione accanto a un pick-up.

E che non fosse qualcosa di lecito, i carabinieri l’hanno capito subito, appena visti i tre scappare a gambe levate in mezzo alle campagne, per cercare riparo fra l’erba alta e sperare, appiattendosi, anche nella complicità del buio. Buio che è stato clemente solo per uno di loro, riuscito effettivamente a dileguarsi, ma non per un 20enne di origine straniera (nativo dell’Ungheria) e un 56enne salentino, entrambi senza fissa dimora.

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Orbene, il pick-up stesso davanti al quale erano stati visti negli attimi precedenti, è risultato rubato qualche giorno prima proprio a Lecce, mentre il voluminoso parcometro riportava lo stemma del Comune di Vernole. Faceva parte del corredo di apparecchi che l’amministrazione vernolese ha installato da qualche anno nel tratto di sua competenza territoriale (quella che contempla la maggior parte di lidi balneari attrezzati) lungo viale Amerigo Vespucci, nella marina di San Cataldo.

Il parcometro in questione, entrando nel dettaglio, trovava la sua originaria collocazione nel parcheggio che si raggiunge entrando a San Cataldo dalla parte della pineta, subito dopo una curva a gomito. Al suo posto, sono rimasti alcuni bulloni ancora piantati per terra, proprio accanto a un accesso verso il mare. 

Si può presumere che il pick-up sia stato usato proprio per caricarvelo a bordo, rientrare in città e qui tentare di scardinarlo. Anche se con gli attrezzi usati, alcuni cacciativi, sequestrati con altri arnesi da scasso, l’impresa sarebbe stata quasi impossibile, dato che le monete inserite dagli automobilisti finiscono in una robusta cassa di ferro. E poi, quale bottino avrebbero mai potuto raggranellare, in questo periodo dell’anno, quando ancora di villeggianti ve ne sono davvero pochi? Un paio di euro?

A ogni modo, non potendo (ovviamente) essere contestato il furto in flagranza di auto e parcometro, i due acciuffati sono stati portati in caserma e, sentito il pubblico ministero di turno, denunciati a piede libero “solo” per ricettazione. E quindi sono stati rilasciati.  

E non è finita

Non è finita lì. La vicenda ha avuto un’appendice nelle ore successive. Si diceva che i due sono senza fissa dimora e, in effetti, insieme con un terzo uomo (quello riuscito a fuggire nelle ore precedenti? Solo congetture, sia chiaro), a mattino fatto, sono stati trovati all’interno della cittadella della salute, nell’ex “Vito Fazzi” di piazza Bottazzi. Quindi, a poche centinaia di metri dalla stessa via Camassa.

Ebbene, avevano occupato abusivamente, con la bellezza di diciassette cani al seguito, la palazzina che in passato aveva ospitato il reparto di pediatria. Su richiesta del personale del poliambulatorio, sul posto sono andati (nuovamente) carabinieri per l’identificazione e lo sgombero. Oltre al veterinario dell’Asl per la questione riguardante il branco di cani.    

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