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Braccati nel buio, a folle velocità verso la costa con droga per 5 milioni

Un albanese arrestato, due complici ricercati. Il motoscafo avvistato da un elicottero. Ed è scattata la retata da terra. L'approdo sulla costa di San Cataldo. Poi, la fuga disperata

LECCE – A pochi giorni di distanza, i trafficanti di stupefacenti sono tornati all’attacco. Una vera e propria guerra, quella combattuta contro il narcotraffico che non conosce soste, nemmeno di fronte alla minaccia del maltempo.

I bollettini parlano chiaro, nelle prossime ore sono previsti venti di burrasca e mareggiate. Ma dall’Albania, ancora una volta ha preso il largo verso le coste salentine un carico di marijuana. Con una differenza, rispetto a quanto accaduto a Capodanno, quando a Torre Specchia Ruggeri, dove la droga (760 chili) è rimasta sul posto, ma gli scafisti sono riusciti a fuggire all’arrivo dei finanzieri.

Questa volta, infatti, uno di loro (le cui generalità non sono ancora state diffuse per motivi d’indagine) è stato bloccato. I complici, però, sono ancora ricercati. E le battute proseguono in queste ore, senza sosta. Almeno altri due, infatti, sono i fuggitivi.    

I traffici si stanno intensificando forse anche per un motivo. Sta prendendo piede una nuova qualità di marijuana, da semi vietnamiti che hanno una resa maggiore. Non è ancora chiaro, per la verità, se la droga sequestrata alle prime ore di oggi appartenga a quel tipo, ma il carico anche questa volta è notevole: 510 chilogrammi.

Le avvisaglie di uno sbarco imminente si sono avute nel cuore della notte, quando un elicottero del gruppo aeronavale di Taranto, in perlustrazione nel Canale d’Otranto, ha avvistato quello che si definisce un “target” sospetto. Solcava i mari a forte velocità, dalle acque internazionali si stava dirigendo verso le coste del Salento.

L’imbarcazione è stata tenuta sempre d’occhio, nel frattempo è partita la chiamata a terra. La sala operativa di Lecce, così, ha inviato verso la costa le pattuglie del dispositivo già predisposto per queste circostanze, quindi sempre operativo, composto da militari del gruppo di lecce e della compagnia di Otranto. Di fatto, è stata messa in piedi una vera e propria retata.

01-20-3Nel frattempo, un’unità navale della finanza, ha fatto da "barriera", per impedire una fuga a ritroso dei narcotrafficanti. Sospingendoli esattamente dove volevano. Le videoriprese all’infrarosso, nel contempo, hanno immortalato tre soggetti e un natante con un carico di pacchi sospetti.

Quando l’imbarcazione ha raggiunto la litoranea fra San Cataldo e Torre Veneri, marine leccesi, appena toccato terra, gli scafisti hanno iniziato a correre all’impazzata, abbandonando tutto. L’elicottero, sempre sulle loro teste. Le pattuglie, appena arrivate in zona, già organizzate per la battuta.

Alla luce dei riflettori, è apparsa per prima cosa un’imbarcazione in vetroresina dotata di un potente motore fuoribordo. Dentro, numerosi involucri contenenti la sostanza stupefacente. E nella rete dei baschi verdi è finito un albanese. Braccato nel buio, fra la vegetazione, e infreddolito, è stato riconosciuto dagli indumenti bagnati, ripresi anche dalle telecamere del mezzo aereo.

IMG-20170105-WA0031-2Bloccato, è condotto presso la caserma di piazzetta dei Peruzzi. Anche la barca, posta sotto sequestro, è stata trasportata davanti al comando, con tutto il suo carico, per un valore di 5 milioni di euro. Ed è stato informato a quel punto il pubblico ministero di turno, Stefania Mininni.

Le indagini, però, non si fermano. Sotto il coordinamento del gruppo di Lecce, si sta provando a rintracciare i complici. Quasi sicuramente dovevano avere un appoggio nel Salento, qualcuno pronto prelevare il carico con furgoni. A dimostrazione che, nonostante i costanti colpi inflitti, le reti che gestiscono questi traffici risorgono di continuo.

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