Soldi e cocaina: la marina di San Foca d'inverno come base per lo spaccio

Fermato un 53enne di Lizzanello con precedenti specifici. Agenti appostati vicino casa, poi il controllo dopo alcuni movimenti. Trovata anche una stun gun

Scorcio spettrale di San Foca d'inverno.

SAN FOCA – Proprio come nel marzo del 2014. Con la differenza che quella volta lo sorpresero i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Lecce. Stavolta, invece, sono stati gli agenti della Squadra mobile. Ma la location di sfondo è sempre la stessa, San Foca, così come la sostanza, cocaina. Nella marina di Melendugno è domiciliato Salvatore Bruno, 53enne di Lizzanello e da qui, nella tarda serata di ieri, dopo minuziose perquisizioni svolte anche grazie al Nucleo cinofilo della guardia di finanza, con il cane Erik, è stato portato via, per essere trasferito in carcere.

I poliziotti non erano certo per caso, a San Foca, ieri pomeriggio. Bruno doveva evidentemente essere sospettato di aver ripreso vecchie “attività”. E lo spunto per una perquisizione è arrivata quando, appostati in osservazione, gli agenti hanno notato approssimarsi davanti casa dell’uomo, nella zona più esterna della marina, verso la circonvallazione, un paio di autovetture. Qualche colpo di clacson come segnale, ed ecco uscire da un villino Bruno, accompagnato da un conoscente. Un paio di minuti in compagnia delle persone all’interno dell’auto, poi, quando queste si sono allontanate, Bruno e l’altro uomo sono rincasati.

Chi erano quelle persone che avevano sostato pochi minuti davanti casa di Bruno? Acquirenti? Fornitori? Domande per ora rimaste insolute. I poliziotti, in ogni caso, hanno atteso ancora, poi, ecco il 53enne e l’amico uscire di nuovo e infilarsi entrambi nell’auto di quest’ultimo. Ed ecco spuntare anche gli agenti, che li hanno fermati per un controllo. Perquisiti, Bruno addosso aveva una somma non indifferente: mille e 115 euro. Pare non abbia saputo giustificarne il possesso. 

Sempre più nervoso e con precedenti alle spalle, i poliziotti hanno deciso di andare a fondo nella vicenda, perquisendo anche l’abitazione di Bruno. Da cima a fondo. Fin quando non hanno trovato un unico pezzo di cocaina, di ben 107 grammi. Era su un ripiano di legno, nella cucina, insieme a bilancino di precisione e ai classici ritagli di cellophane usati per confezionare singole dosi. E non è tutto. Nello stesso luogo c’era anche una stun gun, a forma di telefono. La pistola elettrica, perfettamente funzionante.

Nei pressi di casa era parcheggiata anche l’auto di Bruno, una Mercedes Cls nera. E qui, in un borsello, l’altra scoperta: 2mila e 250 euro. La perquisizione è proseguita anche nelle vicinanze e, in mezzo all’erba di un giardino attiguo, di proprietà di persone estranee ai fatti, è stato trovato un involucro con 35,67 altri grammi di cocaina, sequestrati anche questi. L’uomo, che è difeso dall’avvocato Giovanni Valentini, è stato arrestato.

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