Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

"Abbattere l'ex Regina Pacis". Ora parte anche un'interrogazione di M5S

Si estende il fronte di coloro i quali richiedono che venga raso al suolo, o che comunque si trovi una soluzione definitiva, per quello che è diventato un "ecomostro" sulla litoranea di San Foca. La senatrice Donno scrive ai ministeri di Ambiente, Beni culturali e Turismo

SAN FOCA (Melendugno) – “Riappropriamoci dei beni comuni”.  La battaglia per l’abbattimento dell’ex "Regina Pacis" inizia ad estendersi. Alcuni giorni addietro era stato lo Sportello dei diritti presieduto da Giovanni D'Agata a chiedere alle autorità comunali di Melendugno, alla Curia, ma anche all’impresa che ne ha acquistato da questa il 60 per cento con l’idea di farne un resort, di assumere un provvedimento definitivo perché ci si dimentichi per sempre di quell’ecomostro e di tutto ciò che è avvenuto fra le sue mura .

Ora, questa battaglia viene appoggiata dal Movimento 5 stelle. Tanto che la senatrice salentina Daniela Donno ha deciso di farne oggetto di un'interrogazione inviata ai ministri di Ambiente, Beni culturali e turismo.

Breve excursus per capire di cosa si stia parlando. Il  “Regina Pacis” sorge a San Foca, marina di Melendugno, a pochi metri dalla riva, in un’area di pregio paesaggistico, storico e culturale. In origine era una colonia marina, poi è diventata un centro di permanenza, passato alle cronache per scandali giudiziari, per poi mutare ancora destinazione, tramite una proposta portata avanti da una società che fa capo all'imprenditore leccese Rico Semeraro, ma non attuata, di conversione in hotel a cinque stelle.

Niente hotel a cinque stelle, e allora si muove il Movimento 5 stelle. "Allo stato dei fatti, l'edificio ‘Regina Pacis’ risulta essere abbandonato a se stesso”, commenta la senatrice. “La struttura, infatti, pericolante ed in rovina, si è guadagnata l'appellativo di ‘ecomostro’ e non sono state adottate, sotto alcun profilo, idonee misure volte a salvaguardare il paesaggio ed il territorio interessato”.

“Come espresso nella nostra interrogazione, si pone come prioritaria un’operazione di bonifica e di rinaturalizzazione dell’intera area ove sorge la struttura ‘Regina Pacis’ di San Foca, valutando positivamente l’eventualità dell’abbattimento dell’edificio e scongiurando ulteriori interventi edificatori”.

“Per troppo tempo – conclude -, le magnifiche terre salentine sono state oggetto di speculazioni edilizie perpetrate a danno dell’ambiente, del mare, della macchia mediterranea. E’ tempo di riappropriarci dei beni comuni che, come cittadini, abbiamo diritto di beneficiare”. Insomma, il fronte si sta estendendo. E chissà che presto non si arrivi a capire veramente quale sarà la sua sorte. Per ora, un’altra estate sta iniziando, con quel pugno nell’occhio che spezza in due il panorama, proprio all’uscita di San Foca, volgendo in direzione di Roca.  

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