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Cronaca Melendugno

Finte pratiche per ottenere bonus statali: badanti truffate e scatta un arresto

Ai domiciliari una 36enne di Melendugno, ma domiciliata a San Vito dei Normanni, che millantava conoscenze in un fantomatico patronato. Le indagini dei carabinieri della compagnia

SAN VITO DEI NORMANNI - Si proponeva come intermediaria per far ottenere contributi economici, anche, grazie all'aiuto di un "amico" dipendente di un patronato ma intascava solo i soldi che, come diceva alle vittime, servivano per istruire le pratiche. Con l'accusa di truffa aggravata, Gabriella Dimitri, 36 anni, nata a Maglie, residente a Melendugno, ma domiciliata a San Vito dei Normanni, è finita agli arresti domiciliari (misura alla quale era già sottoposta per altra causa) in esecuzione di un'ordinanza cautelare firmata dal gip Vittorio Testi del Tribunale di Brindisi su richiesta del pm Antonio Manca.

La donna avrebbe messo in atto una truffa bella e buona, facendo cadere nella sua trappola alcune badanti straniere residenti nel Comune del Brindisino. La mente dell'imbroglio è stata smascherata dai carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni, diretti dal capitano Antonio Corvino, a seguito delle denunce sporte dalle quattro badanti tra settembre e ottobre 2020. 

La 36enne, secondo le testimonianze raccolte, si sarebbe fatta pagare con l'abbocco di far ottenere contributi economici ed assistenziali come "bonus Renzi", "bonus Covid" e "bonus vacanze", grazie a questo conoscente che chiamava "Franco", che spacciava o come dipendente di un patronato sito a Melendugno (Lecce) o come dipendente Inps. Un'opera di persuasione a monte della truffa fatta di conquista di fiducia con le vittime, instaurando rapporti di amicizia o di buon vicinato, supportata dall'invio di alcuni sms all'utenza delle badanti, provenienti apparentemente dall'Inps, nei quali veniva comunicato l'esito positivo della procedura.

Con questo tipo di raggiro, la 36enne avrebbe intascato una considerevole somma di denaro, circa 4mila euro in contanti, tra giugno e agosto 2020. Dopo le denunce, i carabinieri della locale stazione hanno avviato le indagini acquisendo elementi utili e di conferma alle accuse mosse nei confronti della donna. Durante la perquisizione, sia personale che domiciliare, è stato sequestrato, anche, un telefono cellulare. Gli inquirenti non escludono il coinvolgimento di una seconda persona, un uomo che reggeva il gioco della truffatrice, presente durante alcune telefonate intercorse tra la donna e le sue vittime. 

La 36enne si trova, adesso, agli arresti domiciliari come disposto dal gip del Tribunale di Brindisi e dovrà rispondere del reato di truffa aggravata.

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