Cronaca

Due impianti fotovoltaici, un unico parco: maxi sequestro da 12 milioni di euro

Il provvedimento scattato a Sanarica. Il Noe contesta l'elusione delle normative di settore: gli impianti apparterrebbero formalmente a due aziende, ma in realtà farebbero capo ad un'unica società, la Sonnerstorm Italia Alpha. Almeno in parte, edificati anche su una zona a rischio alluvionale

SANARICA - I carabinieri del Nucleo operativo ecologico, diretti dal maggiore Nicola Candido, insieme con i colleghi della stazione di Muro Leccese, hanno eseguito nelle scorse ore un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del tribunale di Lecce. Il provvedimento riguarda due impianti fotovoltaici, per un valore complessivo di circa 12 milioni di euro, ciascuno di potenza inferiore a un megawatt, estesi su di una superficie di 40mila metri quadrati.

Formalmente, secondo quanto ravvisato dagli investigatori dell’Arma, sarebbe appartenenti a due distinte aziende, ma in realtà riconducibili a un’unica compagine societaria, la Sonnerstorm Italia Alpha, che avrebbe quindi frazionato in maniera artificiosa gli impianti per eludere le normative di settore nazionali e regionali. Tutto questo, procedendo con una semplice denuncia d’inizio attività invece dell’autorizzazione unica regionale. 

Il doppio sequestro è stato messo in atto nella zona di Sanarica, per la precisione nelle campagne che sorgono nelle località “Spinelle” e “Macchie”, al termine di indagini d’iniziativa. Ora, al vaglio della Procura della Repubblica, vi sono tre posizioni: quella del progettista e direttore dei lavori per entrambi gli impianti, del legale rappresentante delle società proprietarie dei terreni e delle strutture, oltre che di altri due legali rappresentanti di entrambe le società.

Le ipotesi di reato contestate sono di lottizzazione abusiva a scopo edilizio di terreni sottoposti a vincolo paesistico e ambientale e deturpamento di bellezze naturali in aree ricadenti nel piano urbanistico tematico territoriale e nel piano assetto idrogeologico  della Regione Puglia.

IMG-20130711-WA002-2Secondo le indagini condotte dal Noe, il tutto si sarebbe concretizzato  attraverso l’installazione di un parco fotovoltaico, costituito da due distinti impianti, riconducibili alla stessa proprietà,  senza validi titoli abilitativi, per essere i permessi di costruire e le autorizzazioni illegittimi ed illeciti.

Ciò avrebbe determinato, in siti sottoposti a vincolo paesistico e ambientale, una violazione delle norme urbanistiche ed ambientali, alterando le bellezze naturali.

I militari sottolineano anche il fatto che la violazione del piano di assetto idrogeologico avrebbe, di fatto, portato all’installazione di una parte del parco fotovoltaico su terreni classificati come “a rischio alluvione”  in caso di piogge abbondanti. Il sito è infatti caratterizzato da un’accentuata depressione.   Oltre alla Procura saranno informate anche le autorità amministrative per i provvedimenti di propria competenza. 

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