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Sanità, “processo Tedesco”: assolto in appello l'ex dg dell'Asl Guido Scoditti

In primo grado i reati erano andati in prescrizione, ma si è voluto comunque il secondo per provare l'estraneità totale ai fatti

LECCE – Assolti per non aver commesso il fatto. Arriva la sentenza, in appello, davanti alla Seconda sezione penale, per Guido Scoditti e Adolfo Schiraldi, rispettivamente, all’epoca delle indagini (concluse nel 2009), il primo direttore generale dell’Asl di Lecce, il secondo assessore a Triggiano, nel cosiddetto “processo Tedesco” (dal nome dell’ex assessore regionale Alberto Tedesco, in quota Partito democratico) che portò, nel 2011, a vari arresti nell’ambito di un’infuocata inchiesta nella sanità pugliese. Scoditti, nella vicenda, fu anche arrestato e destinato ai domiciliari e destituito dalla direzione generale.

In primo grado, la contestazione di associazione a delinquere, insieme a Tedesco e altri dirigenti, si era conclusa con sentenza di prescrizione. L’avvocato Massimo Manfreda, per conto di Scoditti, è stato fra coloro che ha impugnato la sentenza chiedendo, come poi è stato disposto, che venisse riconosciuta l’evidenza della prova assolutoria. E i giudici hanno dato ragione, arrivando all’assoluzione. “Resta quindi provata la totale estraneità del dottor Scoditti, dirigente pubblico per oltre 40 anni”, commenta il legale.

Nella vicenda, Scoditti rispondeva, insieme ad altri, secondo l’accusa, per aver violato in modo costante la normativa in tema di nomine e assunzioni di personale dirigenziale e non attraverso la turbativa di gare d’appalto che per gli inquirenti sarebbero state aggiudicate in modo illecito a ditte vicine agli interessi familiari, economici ed elettorali di Tedesco. Schiraldi, invece, in particolare, di essersi adoperato per favorire Tedesco.

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