Sanità: rischio caos nei pronto soccorso, riforma potrebbe creare emergenza

n nuovo ciclone rischia di abbattersi sula sanità salentina. A lanciare l'allarme è la testata "Sanità Salento", che evidenzia il possibile effetto nei pronto soccorso della Puglia di quanto stabilito nella conferenza Stato-regioni del 30 luglio scorso. In tal caso molti medici dei pronto soccorso pugliesi andrebbero via, mettendo in ginocchio il servizio di emergenza

LECCE – Un nuovo ciclone rischia di abbattersi sula sanità salentina. A lanciare l’allarme è la testata “Sanità Salento”, che evidenzia il possibile effetto nei pronto soccorso della Puglia di quanto stabilito nella conferenza Stato–regioni del 30 luglio scorso. In tal caso molti medici dei pronto soccorso pugliesi andrebbero via, mettendo in ginocchio il servizio di emergenza.

Le linee guida per il concorso da bandire entro il 2018 prevedono, infatti, che i medici di emergenza e urgenza precari e da stabilizzare, abbiano maturato almeno cinque anni di servizio continuativo e una specializzazione, anche se diversa da quella in emergenza e urgenza.

Personale con una lunga esperienza rischia dunque di essere tagliato fuori dalla riforma. I dati, forniti da Sanità Salento, evidenziano come nel pronto soccorso di Copertino ben 5 medici su 11 sono precari e privi di alcuna specializzazione, nel pronto soccorso del Fazzi, i precari non specializzati sono la metà dei medici che lavorano, in quelli di Gallipoli e Galatina sono tutti medici a tempo determinato, assunti di proroga in proroga, anche con contratti di venti giorni, nessuno è specializzato.

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Si rischia quindi di creare una vera e propria emergenza, con ricadute sulla sanità e i cittadini e al tempo stesso su tutti quei medici che per oltre dieci anni hanno lavorato con turni massacranti e sotto pressione, e ora rischiano di restare senza lavoro. 

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