Cronaca

Recuperare ore per Sanitaservice, l’obiettivo comune di sindacati e Asl

Nuovo sit-in di protesta dei 680 internalizzati il primo maggio. Usb e Cgil premono per l'aumento del monte ore fino al full time e promettono battaglia. Il direttore Mellone è alla ricerca di soluzioni

LECCE - E’ finito il tempo delle ditte esterne: quella di Usb e Cgil Lecce è una promessa che si rinnova ad ogni assemblea con i lavoratori di Sanitaservice. Ma protesta dopo protesta, l’obiettivo dell’aumento del monte ore fino al tempo pieno - per quelli che ancora continuano con il part- time di 10, 15 o 18 ore settimanali - sembra allontanarsi ogni volta di più.

Oggi, presso la direzione generale della Asl di Lecce, in via Miglietta si è tenuto l’ennesimo sit –in dei 680 internalizzati il primo maggio: una protesta che facilmente potrebbe diventare permanente, sulla falsa riga di quanto già accaduto nel 2010.

La vicenda è nota: l’intenzione del neo direttore generale dell’azienda sanitaria, Valdo Mellone di assumere direttamente 35 lavoratori esterni (ufficialmente disoccupati allo scadere dell’appalto per la pulizia delle aree comuni), più nove persone non rientrate negli elenchi della società in house, perché fuori dai termini temporali per un pelo, spaventa chi è già in servizio.

internalizzati mellone 023-2La richiesta dei due sindacati è chiara e irrevocabile: si ad un bis della procedura “in housing” per quelli che sono fuori, a patto di trovare soluzioni per chi ha iniziato a lavorare, con la promessa di un graduale passaggio fino al full time. La sfida non è impossibile. Le ore in più, si potrebbero recuperare dal personale già andato in pensione per il blocco del turn over, imposto dal piano di rientro sanitario firmato dalla Regione Puglia.

Si parla di 18 ausiliari socio sanitari, pensionati dal primo gennaio e altri sei lavoratori che smetteranno di lavorare a fine anno: quei servizi sono già stati coperti in modo improprio, ricordano Gianni Palazzo di Usb e Silvio Cataldi della Cgil, e potrebbero essere caricati sul bilancio di Sanitaservice per aumentarne il budget. Senza dimenticare che “l’errore” di aver lasciato in appalto la gestione delle aree comuni, spiega Palazzo, è stato pagato due volte dai cittadini, con un costo che sfiora i 2 milioni e 100 mila euro l’anno.

Lo stesso Valdo Mellone, intervenuto in assemblea, ribadisce la sua intenzione di voler portare tutti al full time. Ma frena: “Non posso inventare un lavoro che non c’è”. “L’unica possibilità è recuperare ore su molti servizi attualmente appaltati”, e fa l’esempio della vigilanza armata, anche se la gara d’appalto è attualmente in corso. Mellone non esclude nemmeno che proprio a causa del blocco del turn over, “che fa fuori un ospedale all’anno”, si riuscirà nell’impresa di aumentare il monte ore. 

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