Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Sanitaservice tira un sospiro di sollievo. E procede con le internalizzazioni

L'incontro con l'assessore regionale alla sanità conferma la possibilità, per le società in house, di resistere alla spending review. Mancano i pareri di commissario e Consulta, ma Usb preme per completare gli affidamenti a Lecce

 

LECCE - L'incontro di ieri tra i sindacati e ed i direttori generali delle Asl, l'assessore alla sanita' Ettore Attolini, ha confermato cio' che era emerso nella predente riunione tenuta con l'Unione sindacale presso l'assessorato regionale: le società in house cui sono stati affidati numerosi servizi, prima esternalizzati dalle direzioni sanitarie, hanno una chance di soppravvivenza rispetto alla condanna a morte decretata dalla legge sulla spending review.

In base alla circolare del 5 ottobre, il processo di internalizzazione in atto nelle asl pugliesi potrà ripartire, parallelamente al ricorso presentato dalla giunta regionale presso la Corte costituzionale ed al piano di ristrutturazione che tutti i direttori generali dovranno presentare al commissario nominato dal governo, Enrico Bondi, entro metà novembre. Sanitaservice, la società costituita ah hoc dalla Asl di Lecce, può quindi tirare un sospiro di sollievo. I sindacati si sono già rimessi in moto per ottenere l'affidamento di nuovi servizi rimasti all'esterno: in particolare il 118, il traporto ed assistenza dei pazienti oncologici. In ballo rimane anche il promessoaumento del monte orario per i lavoratori già assunti: questi tre punti cruciali per il futuro della società in house sono stati oggetto di una richiesta di incontro inoltrata da Usb al direttore generale Valdo Mellone.

Intanto si potrà procedere a passo spedito nelle aziende gemelle del territorio, con l'internalizzazione del servizio di pulizia delle aree comuni presso la Asl di taranto, degli ausiliari presso l'azienda sanitaria a Bari, del servizio di pulizia a Brindisi e delle ulteriori postazioni del 118 a Foggia. "Tutto cio' e' avvenuto grazie alla mobilitazione messa in campo da Usb negli ultimi mesi – rivendica il sindacato – e dopo le forti contestazioni avvenute nelle piazze di Bari e Roma contro il decreto legge 95, divenuto poi legge 135".

E tutto questo, aggiunge Usb, mentre intorno regnava "il silenzio assordante delle altre sigle sindacali confederali ed autonome". D'altra parte risulta troppo presto per cantare vittoria: bisognerà infatti attendere sia il parere del commissario Bondi sui piani di ristrutturazione presentati, sia il giudizio della Consulta. "Di certo, indietro non si torna", avvisano i referenti sindacali che hanno dichiarato guerra ai tagli delle società in house imposti dalla spending review.

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