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In cerca di sesso clandestino, “inaugurano” l’ordinanza antiprostituzione

Multe molto salate per due “clienti” di giovani bulgare che esercitano ai margini della 101, nei pressi di Sannicola. Violati il Dpcm e la disposizione del sindaco fresca di emanazione

SANNICOLA – Noncuranti del rischio implicito di essere veicolo o di contrarre il Covid-19 e nemmeno delle ordinanze. Non solo quella derivante dal Dpcm sugli spostamenti, ma anche un’altra, specifica, antiprostituzione. E così, andati in cerca di qualche momento di piacere clandestino, consumando sesso a pagamento, ora si trovano costretti a sborsare di tasca propria cifre notevoli. Due “clienti” di giovani donne bulgare, infatti, sono stati sorpresi dai poliziotti del commissariato di Gallipoli. E sono fioccate contravvenzioni a raffica.

Tutto è accaduto sabato mattina. Gli agenti gallipolini hanno dato vita a un servizio mirato di contrasto al fenomeno della prostituzione in strada, concentrandosi fra Gallipoli e Sannicola, esattamente lungo le arterie della strada statale 101, direzione nord, e in particolare in contrada “Santa Teresa”. Qui, infatti, è risaputo come spesso orbitino ragazze di nazionalità bulgara, che abitano in altri comuni della provincia, e che si prostituiscono in strada.

In due, come detto, sono finiti nella rete tesa dai poliziotti. Entrambi provenienti da altri comuni, sono stati multati in primis per la violazione dell’attuale Dpcm, per un totale di 1.866 euro, e, in seconda battuta, per altri 600 euro, avendo violato l’ordinanza antiprostituzione emessa dal sindaco di Sannicola lo scorso 4 febbraio. Dunque, talmente fresca da averla probabilmente inaugurata.

Quanto alle due donne, nonostante i numerosi appelli dei poliziotti, per il momento non hanno voluto saperne di denunciare chi le abbia avviate alla prostituzione, tantomeno avviarsi verso un percorso di protezione. Le indagini per risalire ai responsabili dello sfruttamento, sono comunque in corso. Di solito, dietro ci sono soggetti che credere di poter garantire un posto di lavoro in Italia, reclutando giovani donne che poi, con violenza e minacce, finiscono in strada.

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