Cronaca

Santa Barbara, i vigili del fuoco in festa ricordando i pericoli quotidiani

Ieri le manifestazioni fra il centro di Lecce e la caserma. Dimostrazioni, celebrazioni solenni e anche momenti conviviali

LECCE – Santa Barbara “rappresenta la capacità di affrontare il pericolo con fede, coraggio e serenità anche quando non c’è alcuna via di scampo”, come si legge sul sito web del Corpo nazionale.  Ecco perché è stata eletta patrona dei vigili del fuoco: protegge “coloro che si trovano in pericolo di morte improvvisa”.

E chi, più e meglio dei vigili del fuoco, è in grado di soccorrere e proteggere donne, uomini, ma anche animali in pericolo, spesso nelle situazioni più estreme? Non c’è una sola circostanza, per terra e per mare, sorvolando i cieli o nella profondità di una vora, in cui non siano in grado di intervenire. Mettendo a volte a rischio la loro stessa incolumità.  

Il 4 dicembre in tutta Italia, come ogni anno, è stata celebrata la ricorrenza della protettrice di quello che probabilmente è uno dei Corpi più amati dai cittadini. A Lecce le manifestazioni, quest’anno, hanno avuto inizio nel cuore del capoluogo. In primis, con la messa tenuta dal nuovo arcivescovo, monsignor Michele Seccia, presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie, durante la quale ha ricordato il lavoro quotidiano e difficile di tutti i vigili del Fuoco, con imprese spesso ardue e molto pericolose.

In seguito, partecipanti e autorità, si sono spostati presso piazza di Sant’ Oronzo per assistere ad un saggio dei vigili del fuoco, iniziato con la scala controventata. A seguire, un intervento del Nucleo cinofili, la simulazione di spegnimento di una bombola di Gpl e lo stendimento della bandiera italiana con tecniche Saf (Speleo alpino fluviali).

In tanti, e soprattutto bambini, hanno avuto l’opportunità di osservare da vicino i mezzi dei vigili del fuoco, ricevendo gadget rappresentativi del Corpo nazionale. Al termine della manifestazione, il personale e le autorità si sono spostati presso la sede provinciale di viale Grassi, dove il comandante Giuseppe Bennardo, accompagnato dal prefetto Claudio Palomba, ha collocato una corona d’alloro in onore di vigili del fuoco deceduti nell’adempimento del servizio presso il cippo all’ingresso della caserma.

Video: la commemorazione dei caduti

Non è mancato un momento conviviale, tenutosi nell’autorimessa del comando, sistemata e addobbata per l’occasione, dove, fra gli altri, Enzo Petrachi ha tenuto banco con le canzoni della tradizione leccese (vigile del fuoco e figlio dell’indimenticato cantautore Bruno, del padre ne sta continuando l’opera). Fra gli ospiti d’onore, anche l’ex procuratore Cataldo Motta.

Ma perché una festa nell’autorimessa? Il comandante Bennardo ne ha sottolineato l’importanza. E’ il luogo fulcro dell’attività dei vigili del fuoco, dove avvengono le partenze, sempre motivo di emozioni forti, perché portano spesso ad affrontare il pericolo, e i rientri, che condensano momenti di gioia quando l’intervento è andato a buon fine, ma anche rammarico o amarezza quando non si riesce ad avere un esito positivo.

A Maglie, presso il distaccamento locale, il giorno successivo s'è svolta un'altra commemorazione, con suggestive dimostrazioni aperte al pubblico. Una tradizione locale, che viene mantenuta viva dagli uomini della caserma, i quali offrono un saggio della loro preparazione negli interventi più disparati.

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