Cronaca

Sballo e stato di ebbrezza: le lunghe notti delle ambulanze del 118

Il problema si ripete ogni anno: i sanitari distratti dalle urgenze per prestare soccorso ad ubriachi e giovani su di giri. Scardia, 118: "Molti sono turisti"

LECCE – Numeri da capogiro, quelli del 118. I sanitari a bordo delle ambulanze sfrecciano di notte, lungo le strade del Salento, ad un ritmo incessante per soccorrere automobilisti incastrati tra le lamiere o ragazzi che hanno abusato di sostanze pericolose ed illegali.

Due sono i mesi più critici: luglio e agosto. Sessanta giorni in cui, al solito, la rete dell’emergenza e urgenza regge a fatica. Il sovraccarico di lavoro è spesso determinato dal trend dello “sballo” estivo: ebbrezza alcolica fino al coma etilico; uso di sostanze stupefacenti rimediate a poco prezzo all’ingresso di locali e discoteche, o passeggiando sul lungomare delle località balneari.

Le anfetamine tengono banco, come sempre, ma l’assortimento di droghe è così vasto da sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine.

Ai medici del 118 tocca fare il grosso: i dati degli interventi sono stati raccolti dal portale Salutesalento.it. L’anno scorso le ambulanze hanno soccorso 640 soggetti in stato di ebbrezza o per ingestione di sostanze stupefacenti (486 uomini e 154 donne). Un terzo circa dei quali (32 percento) concentrati nei due mesi di luglio e agosto. Soprattutto agosto (125 interventi, più di 4 al giorno).

Quest’anno, fa notare sempre il portale, si viaggia sulla stessa media: gli ubriachi e i tossici soccorsi dall'inizio dell'anno ad oggi sono stati 272.

Scardia-2-2-2Maurizio Scardia, direttore del 118, ha il polso della situazione: “La crisi per stato di ebbrezza non è facile da gestire: si tratta di soggetti ai quali spesso non si riesce a prendere la vena e che non è facile sedare perché sono saturi di alcol e quindi con una sedazione più profonda rischierebbero l’apnea e i disturbi respiratori e cardiocircolatori”.

In passato il medico aveva proposto un accordo con le amministrazioni comunali finalizzato a mettere a disposizione degli spazi nei quali le persone in preda ai fumi dell’alcol avrebbero dovuto sostare il tempo necessario per metabolizzare l’ebbrezza ed essere dimessi.

“Molti di questi soggetti sono turisti che nessuno vuole perché hanno l’attitudine a ubriacarsi – aggiunge Scardia –. D’estate il numero cresce, parallelamente all’aumento dei flussi turistici;  sono spesso giovani, anche ragazze, che si fanno influenzare dagli altri e si liberano nelle discoteche e nei rave party".

Il problema, al netto delle vacanze estive, è tipico delle città e nel capoluogo si registra un elevato numero di tossici ed ubriachi nei dintorni della stazione ferroviaria.

“Molta gente – puntualizza responsabile del 118 ai microfoni del portale Salutesalento.it - viene da fuori. Sono anche extracomunitari di nazionalità diverse, senza fissa dimora. Basta andare in viale Gallipoli o in stazione. Si spostano con i flussi turistici verso Otranto, Gallipoli e Porto Cesareo. Ma il problema esiste perché per soccorrere l’ubriaco si rischia di distrarre l’ambulanza da un arresto cardiaco e da episodi di più elevata gravità”.

Il fenomeno dello sballo giovanile, poi, sta diventando una piaga sociale su tutti i fronti. “A parte la Notte della Taranta, dove la concentrazione di 150 mila giovani richiede un’organizzazione a parte – spiega Scardia - spesso interveniamo alle 3, alle 4 di notte, fuori dalle discoteche, dove oggi circola di tutto. Con pochi euro è facile prendere una compressa di anfetamina di nuova formulazione, anche mortale”.

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