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Le operazioni di soccorso degli stranieri giunti a Gallipoli, il 22 settembre del 2020

Le operazioni di soccorso degli stranieri giunti a Gallipoli, il 22 settembre del 2020

Sbarchi clandestini sulle coste salentine: inflitti 14 anni di reclusione

Emesse le sentenze nei riguardi di quattro uomini accusati di aver gestito il trasporto di decine di stranieri, in due distinti episodi avvenuti lo scorso anno, a San Gregorio di Patù e a Gallipoli

LECCE - Sono quattordici gli anni inflitti nei giorni scorsi nei riguardi di quattro uomini ritenuti responsabili di sbarchi clandestini sulle coste salentine, avvenuti lo scorso anno: quello del 6 dicembre a San Gregorio di Patù e quello del 22 settembre nell’isola di Sant’Andrea, a Gallipoli.

Per il primo episodio, hanno patteggiato tre anni di reclusione e 400mila euro di multa ciascuno, Andrei Perov, ucraino di 55 anni, e Aleksandr Kirienko, accusati di aver trasportato su una imbarcazione a vela cinquantotto clandestini di nazionalità irachena e iraniana, privi di qualsivoglia documento di ingresso, transito e permanenza nello Stato italiano, esponendoli al pericolo per la loro vita e per la loro incolumità (considerando anche che le condizioni marine pessime con onde alte e forte vento in intensificazione e che il mezzo di trasporto utilizzato certamente non era adatto al numero delle persone trasportate), e sottoponendoli a trattamento inumano o degradante.

La sentenza è stata emessa dal giudice Michele Toriello che ha così accolto la richiesta di concordare la pena avanzata dai due imputati attraverso l’avvocato difensore Roberto Tarantino.

Quanto al secondo sbarco, relativo al trasporto di sessantasette cittadini di nazionalità pakistana su una barca a vela partita da Istanbul rispondevano Ihor Madera, ucraino di 54 anni, e il connazionale Olesnskii Smelianskyi, di 46.

Entrambi furono arrestati e, nei giorni scorsi, sono stati condannati dal giudice per l’udienza preliminare (gup) Giulia Proto a quattro anni di reclusione (a fronte dei cinque anni e mezzo e alla multa di un milione di euro, invocati dalla pubblica accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Roberta Licci), nel processo discusso con rito abbreviato e in cui erano difesi dall’avvocato Luciano de Francesco.

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