Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Sbarchi continui, ma gruppi sempre più ridotti. L'immigrazione che cambia

Nel pomeriggio, rintracciati a terra cinque nordafricani adulti, arrivati alle Orte (Otranto), a bordo di un motoscafo di circa 6 metri: i numeri ridotti lascerebbero presagire una strategia diversa, per sfuggire alle segnalazioni

OTRANTO - Forse la nuova strategia è questa: puntare su gruppi sempre più sparuti di persone dentro piccole imbarcazioni, nella speranza di passare inosservati e raggiungere le coste salentine con maggiore facilità. L'immigrazione clandestina tenta ancora una volta di cambiare volto, o almeno questo è quello che appare, alla luce degli ultimi episodi, in cui i protagonisti non sono più i soliti gruppi composti come minimo da quaranta unità, ma insiemi di minor consistenza.

L'ultimo sbarco è di questo pomeriggio, nella zona Orte, sul territorio comunale di Otranto. Una segnalazione alla Guardia di finanza ha mosso la macchina dei soccorsi e delle ricerche, tra tutte le forze dell'ordine presenti: la Guardia Costiera ha deciso di inviare una motovedetta, la 809, per controllare che non vi fossero persone in mare. Gli immigrati sono stati rintracciati a terra, sulla litoranea, su un tratto che conduce nell'area di Punta Palascia, a breve distanza da una nota tenuta.

Cinque le persone riprese, quattro trovate direttamente dai militari della Guardia Costiera ed uno contestualmente con gli uomini del commissariato della Polizia di Stato. Nessun uomo è stato, invece, trovato in mare, mentre successivamente, in prossimità di Torre Sant'Emiliano, è stato recuperato il natante, su cui hanno viaggiato gli immigrati: si tratto di un vecchio motoscafo, lungo quasi 6 metri, di colore bianco, partito con ogni probabilità da un porto turco o greco.

Le pattuglie dei carabinieri e della polizia stanno battendo tuttora l'hinterland, per comprendere se all'appello possa mancare ancora qualche immigrato, riuscito a nascondersi o a prendere la fuga, attraverso qualche campagna.

I migranti, tutti nordafricani ed adulti, sono in buone condizioni fisiche: hanno ricevuto assistenza dal personale del 118 e dalla Misericordia di Otranto ed ora si trovano nel centro di prima accoglienza "Don Tonino Bello", dove sono state avviate le procedure di identificazione.

 

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