Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Nuovi sbarchi di 60 migranti. E c'è tensione nel "Don Tonino Bello"

Un gommone intercettato da un elicottero della finanza. Recuperati quindici migranti. Ma nelle ore, nella zona del Capo, ne sono stati scoperti altri, forse arrivati a bordo di una seconda imbarcazione. Intanto, problemi a Otranto

L'elicottero della finanza in volo nei pressi di Gagliano del Capo.

 

OTRANTO – Notte movimentata, nel mare già mosso di suo del basso Salento. Allo sbarco di settantacinque egiziani a bordo di un peschereccio, avvenuto nel primo pomeriggio di ieri a Gallipoli, ha fatto seguito una nuova missione dei trafficanti di vite umane. Dal numero di migranti rintracciati, cinquantaquasette fino a questo momento, si sospetta che fossero almeno due i gommoni partiti dalle coste della Grecia o della Turchia, giunti sottocosta per rilasciare il carico di uomini, per poi scomparire rapidi verso le acque internazionali.

Uno soltanto, però, è stato visto chiaramente e seguito dall’alto, intorno alle 23, da un elicottero del gruppo aeronavale della guardia di finanza, mentre si approssimava al Capo di Leuca. Il mare agitato ha  impedito alle motovedette di salpare e questo ha agevolato i criminali al timone. Perciò la rotta è stata segnalata fino a quando il gommone non è arrivato nei pressi della località Ciolo, nella zona di Gagliano del Capo. Qui, una quindicina di uomini hanno toccato terra, subito rintracciati dalle pattuglie a bordo di auto. Lo scafista ha ripreso il largo impunito, a bordo del suo gommone oceanico, scomparendo fra le onde. Il mare agitato è stato il suo scudo.

La Croce rossa italiana, nel frattempo, è stata avvisata dello sbarco ed ha subito avviato le procedure per l’emergenza. Diventata un vero e proprio problema, anche difficile da gestire, mel trascorrere delle ore, quando s’è scoperto che di migranti ne erano arrivati molti di più. Questo lascia presupporre che vi fosse almeno un’altra imbarcazione, in giro, nella notte, a cavallo fra Adriatico e Jonio.

I carabinieri dipendenti dalla compagnia di Tricase, infatti, anche su segnalazioni di cittadini, hanno scovato un’altra quarantina di extracomunitari, bagnati e infreddoliti, mentre girovagavano lungo la litoranea, in gruppetti sparsi, fra Castrignano del Capo e Gagliano. Tutti sono stati condotti nel porto di Otranto.

Al momento si trovano presso gli uffici della capitaneria. Sono afgani e iraniani, anche se alcuni si professano improbabili rumeni e, quindi, comunitari. Fra loro, ci sono quattro donne e ben ventisei minorenni (sei sono ragazze), un paio di quali sui cinque anni di età. Ci sono intere famiglie che sfidano il mare e versano alla criminalità migliaia di euro, sognando sulle sponde italiane l'inizio di una nuova vita.

Il problema nasce dalla presenza degli egiziani, nel centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello”. I quali hanno anche messo in atto una protesta, sapendo che presto dovranno andarsene. Una situazione movimentata, che rischierebbe di trasformarsi in una polveriera, se fossero affiancati i nuovi arrivati. Il centro è piccolo, solo un punto di passaggio, inadatto a permanenze lunghe e, soprattutto, a ospitare gruppi numerosi. Mentre l’emergenza sbarchi sembra assumere connotati sempre più critici, per il Salento. Un problema che la Prefettura è chiamata ad affrontare di petto. 

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