Lussuosa crociera finisce male: dalla barca a vela scende un migrante. Due arresti

L'episodio a Torre Vado. Da una barca a vela è sceso un minorenne di nazionalità siriana: ai carabinieri ha dichiarato di aver pagato la trasferta, partita dal porto turco. Raggiunta l'imbarcazione, i militari hanno individuato a bordo un'intera famiglia straniera, composta da una coppia e sei figli, in compagnia di altre due persone. Arrestati gli skipper

La lussuosa barca sequestrata

TORRE VADO (Morciano di Leuca) – Una famiglia facoltosa fa la crociera nel Mediterraneo a bordo della propria barca a vela di extra lusso, ma il viaggio finisce con l'arresto di due "skipper" di nazionalità turca. Singolare episodio, nel pomeriggio di ieri, a Torre Vado. Alcuni bagnanti hanno notato movimenti sospetti sull’imbarcazione che, avvicinatasi alla costa, ha fatto scendere un minorenne, per poi allontanarsi.

Il giovane, di appena 16 anni, dagli evidenti lineamenti stranieri, è stato raggiunto dai carabinieri della stazione di Salve e dai colleghi della compagnia di Tricase, in collaborazione con la guardia di finanza, la guardia costiera, e la Polizia di Stato, tutti componenti del Pool antimmigrazione guidato dal maggiore Giuseppe Dinoi. Ai carabinieri di Tricase, al comando del capitano Simone Clemente, ha raccontato di aver ottenuto un “passaggio” sotto pagamento della trasferta, per una somma di tremila euro. Immediatamente i militari dell’Arma di Salve, guidati dal maresciallo Tersigio Zezza, hanno allertato gli uomini della guardia costiera e i militari del gruppo interforze che compongono il Pool antimmigrazione.

L’imbarcazione, iperlussuosa e con due alberi, era già tenuta sotto osservazione da un paio di giorni dalle fiamme gialle della sezione navale di Otranto, ed è stata raggiunta in mare da due pattugliatori con i militari a bordo.  Un’intera famiglia, composta da padre, madre e sei figli tutti minorenni, che viaggiavano in compagnia di altre due persone. I componenti erano muniti di passaporto siriano, ma non del visto apposito per poter approdare sulla costa come avevano fatto poco prima.

 La loro rotta, certificata da una regolare carta di imbarco, prevedeva la partenza dalle coste turche, alla volta della Tunisia. Ma questa tappa intermedia sul litorale salentino è costato loro caro. Gli skipper sono stati arrestati questa mattina, dopo aver trascorso la notte in una comunità di Alessano, per aver favorito il trasporto e lo sbarco del migrante. Quest'ultimo, di nazionalità siriana. invece, è stato trasferito presso il centro “Don Tonino Bello” di Otranto. La barca a vela, nel frattempo, è stata posta sotto sequestro e si trova nel porto di Santa Maria di Leuca.

Le indagini sono in corso per chiarire se anche l'intera famiglia fosse diretta altrove. Una prima conferma non ha tardato ad arrivare. Attraverso gli accertamenti effettuati a bordo, e poi anche tramite gli smartphone, è emerso che la famiglia aveva in realtà l'intenzione di raggiungere Ventimiglia, al confine, per poi varcare la frontiera ed entrare in Francia. Dai cellulari è stata scoperta anche la prenotazione per una notte in una struttura ricettiva di Santa Maria di Leuca.

Con lo smartphone, poi, i migranti avevano studiato le rotte ferroviarie per raggiungere, appunto, la città ligure. La dinamica accertata è inedita per il Salento e indicativa del fatto che facoltose famiglie siriane (nella disponibilità dei clandestini sono state rinvenute ingenti somme di denaro contante) abbiano adottato questo nuovo stratagemma per raggiungere ilo Stivale. Invece di affidarsi ai “viaggi della speranza” sulle famigerate “carrette del mare”, hanno infatti noleggiato un costoso yacht, anche con l’intento di confondersi tra i diportisti che nel periodo estivo navigano lungo le coste del Salento.

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