Sbarco all'alba sull'Isola di Sant'Andrea, intercettato un veliero

Intervento di guardia costiera e capitaneria a Gallipoli per 65 migranti, fra cui 14 minorenni, lasciati sulla lingua di terra a un miglio dalla città. Una barca in allontanamento fermata per verifiche: dovrebbero essere gli scafisti

GALLIPOLI – Sbarco di migranti in sordina, sull’Isola di Sant’Andrea, e fuga di un veliero all’alba, subito ostacolata dallo scatto di un pattugliatore del Reparto operativo navale della guardia di finanza. Intercettata una barca che prendeva il largo, già diverse miglia dalla costa, e che si sospetta essere stata proprio quella del trasbordo, i militari l’hanno inseguita e bloccata, per tutte le verifiche del caso. In due sono stati fermati e poi arrestati.

Dal 2016 era già successo altre tre o quattro volte che quella lingua di terra dove svetta il faro, a circa un miglio dalla città vecchia di Gallipoli, fosse impiegata come punto d’arrivo per il trasferimento clandestino di migranti. Forse proprio perché ritenuto un approdo, nel contempo, sufficientemente sicuro per evitare incidenti e abbastanza lontano dalla terraferma per provare a filarsela con un discreto margine di vantaggio rispetto a eventuali motovedette inseguitrici. E, almeno una volta, in effetti il diversivo è riuscito, come accadde nel luglio del 2019.

Lo sbarco è avvenuto poco prima delle 6 del mattino. In tutto, 65 stranieri, fra cui 14 non ancora maggiorenni, tutti maschi e quasi tutti pachistani, fatta eccezione per un singolo afgano. Questo, almeno, per quanto dichiarato al cospetto di soccorritori e forze  dell’ordine, in attesa dell’identificazione. Per condurli verso il porto di Gallipoli, sono intervenuti militari della Capitaneria di porto e della Sezione navale della guardia di finanza con diversi gommoni. Prima di toccare terra, i migranti sono stati visitati dai medici dell’Usmaf.

foto veliero-7

Ad attenderli, sul molo, c’erano anche operatori della Croce rossa italiana e agenti di polizia del commissariato gallipolino. Per loro, previsto un trasferimento presso il centro “Don Tonino Bello” di Otranto, in attesa, fra l’altro, dell’esito dei tamponi per il rilevamento di eventuali infetti da Covid-19, dal quale dipenderà anche il successivo passo. I positivi, infatti, saranno condotti a Masseria Ghermi, nei pressi di Lecce, struttura affidata in gestione alla Croce rossa, per la quarantena.

Il fermo di due skipper

Quanto al fermo, a bordo del veliero, al largo di Santa Maria di Leuca, i militari delle fiamme gialle del Reparto operativo aeronavale di Bari e del Gruppo aeronavale di Taranto hanno individuato due skipper ucraini e diverse tracce della presenza di numerosi migranti precedentemente stipati sottocoperta. Il veliero, tipo Oceanis 423 della lunghezza di circa 13 metri, è stato scortato presso il porto di Leuca e sottoposto a sequestro. All’esito degli approfondimenti di polizia giudiziaria, gli skipper, sono stati arrestati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e posti a disposizione dell'autorità giudiziaria.

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