Bloccati con 89 migranti, fermati due russi. A bordo anche neonata

"Blues", veliero di 15 metri, intercettato da motovedette della guardia costiera al largo di Otranto. C'erano intere famiglie. Bimba di due mesi condotta in ospedale

Soccorritori con il neonato. Sotto, altre immagini dello sbarco.

OTRANTO – L’aggancio è avvenuto intorno alle 2,30 del mattino. “Blues”, una barca a vela di 15 metri, battente bandiera montenegrina e presa a noleggio qualche giorno prima, era colma di migranti. Ottantanove in tutto, fra persone dichiaratesi originarie di Iran, Afghanistan e Pakistan.

Fra loro, intere famiglie con bimbi al seguito e persino una neonata di appena due mesi. Una neonata che ha una storia drammatica alle spalle, avendo rischiato di morire: secondo quanto affermato dalla madre, ascoltata sommariamente sul posto, al momento dell'imbarco, in un'isola greca, sarebbe persino caduto in mare, per poi essere subito recuperato.

Quel che è certo, a condurre il veliero, c’erano due cittadini russi, che sono stati fermati. Su di loro, gli accertamenti del pool antimmigrazione della Procura che dovrebbe condurre nelle prossime ore agli arresti per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. 

A intercettare l’imbarcazione, che si muoveva sospetta nel pieno della notte nelle acque al largo di Otranto, sono state tre motovedette della guardia costiera di Gallipoli, Otranto e Leuca, sotto il coordinamento della Capitaneria. I militari hanno interrotto la navigazione (“Blues” era probabilmente diretta verso qualche punto appartato della costa per scaricare i migranti e poi riprendere il largo), sono saliti a bordo del veliero e hanno preso il timone, conducendolo verso il molo idruntino. Qui, vi è arrivato intorno alle 8 del mattino. E sulla banchina c’era già un dispiegamento di forze dell’ordine e personale sanitario, fra cui Croce rossa e 118.  

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Le attività di ricerca e soccorso, per la precisione, sono partite intorno a mezzanotte, in seguito a una segnalazione pervenuta alla centrale operativa della guardia costiera a Roma, presso il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, dalle autorità Sar greche. Le operazioni di ricerca sono state rese complicate dalle condizioni di scarsa visibilità. Nell'imbarcazione c'erano, per la precisione, venti donne, ventisei minori e quarantacinque uomini. La neonata, una volta sbarcati a Otranto, è stata condotta in ospedale, a Scorrano, per verifiche sanitarie. 

Si tratta del secondo sbarco dall’inizio del nuovo anno, dopo quello del 3 gennaio scorso. Anche in quell’occasione, a Otranto, erano state soccorse famiglie con bambini. Va però ricordato che pochi giorni prima, e precisamente alle prime ore del 31 dicembre 2016, a Marina Serra di Tricase, era sopraggiunta una grossa imbarcazione di ferro, dov’erano ammassati in ben 169. Ed era stata, quella, già una chiara avvisaglia di una ripresa delle attività delle organizzazioni criminali che hanno come rotta prediletta le coste salentine, quelle che organizzano i viaggi in partenza soprattutto dalle isole greche.

I migranti, in condizioni discrete, saranno smistati presso il “Don Tonino Bello” di Otranto, centro di prima accoglienza. Al momento sono in corso approfondimenti sui due cittadini di nazionalità russa che, probabilmente, si saranno spacciati per turisti amanti del mare, per affittare l’imbarcazione. E questo, nonostante le condizioni meteorologiche non siano le migliori, negli ultimi tempi, per gli spostamenti nell’Adriatico.

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