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Cronaca Taviano

Scacco al contrabbando, 115 indagati. Un arresto in carcere anche nel Leccese

Tra i 28 destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Trento, 20 dei quali in Italia , 8 all’estero, c’è anche un 54enne di Taviano già noto alle cronache locali

TAVIANO - Un agguerrito network specializzato nel contrabbando di sigarette, prodotti energetici e alcolici composto da cinque gruppi è stato smantellato oggi, alle prime luci del giorno, dalle fiamme gialle di Trento con l’operazione denominata “Melita”.

Sono 115 gli indagati, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri, sottrazione all'accertamento o al pagamento dell'accisa sui prodotti energetici e sulle bevande alcoliche, con l’aggravante della transnazionalità. Per 28 è stato disposto ed eseguito l’arresto: 8 sono all’estero (Croazia, Belgio, Moldavia, Inghilterra, Germania e Bulgaria), 20 sul territorio nazionale, nelle province di Bari, Roma, Trieste, Latina, Napoli, Campobasso, Caserta, Perugia, Lecce, La Spezia, Massa Carrara, Isernia, Alessandria, Treviso e Venezia. Tra questi, c’è anche un uomo di Taviano già noto alle cronache locali: Massimiliano Chetta, di 54 anni. A notificargli l’ordinanza di custodia cautelare in carcere sono stati i finanzieri della compagnia di Gallipoli e, nelle prossime ore, sosterrà l'interrogatorio di garanzia, assistito dall'avvocato Francesco Fasano.

Oltre a lui, nei guai sono finiti altri individui di nazionalità italiana, ma anche rumena, moldava, ucraina greca e maltese, che avrebbero svolto l’attività illecita con importanti ramificazioni in Slovenia, Germania, Belgio, Inghilterra, Olanda, Polonia, Francia, Bulgaria e Grecia, paesi da e verso i quali veniva importata/esportata la merce.

Le indagini coordinate dalla Procura di Trento e svolte dal Nucleo di Polizia Economico Finanziario locale, con il supporto dello Scico di Roma, iniziarono nel 2018 a seguito del monitoraggio di alcuni autoarticolati in transito presso il valico del Brennero, e portarono a due arresti in flagranza.

Grazie all’ausilio di sofisticate strumentazioni tecniche, alle intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, è stato così possibile ricostruire un fiorente traffico illecito di prodotti provenienti da numerosi paesi europei (in particolare Slovenia e Germania) trasportati a bordo di autoarticolati, pullman, furgoni e anche singole autovetture spesso dotati vani nascosti o accompagnati da carichi di merce di copertura, che giungevano in Italia anche dai valichi di Prato La Drava, Tarvisio e Trieste oltre che dal Brennero.

Questi gli stratagemmi maggiormente utilizzati dai gruppi: la spedizione di tabacchi lavorati esteri o prodotti energetici, via terra o via mare, in camion o container, con l’utilizzo di carichi di copertura o di mezzi dotati di doppifondi artatamente ricavati, scortati da fittizia documentazione predisposta ad hoc; l’utilizzo strumentale dal regime di transito comunitario doganale, per cui le sigarette, cedute ufficialmente dal produttore o da intermediari, viaggiano in Italia con documentazione apparentemente regolare, che ne attesta la destinazione a Paesi dell’area extracomunitaria e vengono successivamente immesse illecitamente in consumo sul territorio nazionale attraverso il “falso” appuramento dei documenti T1 (documento di transito comunitario delle merci, destinate extra Ue, che viaggiano in sospensione d’imposta) e la predisposizione di altrettanto false dichiarazioni di esportazione; l’apertura ad hoc di depositi fiscali dove stoccare fittiziamente carichi di alcolici, in sospensione d’imposta, provenienti da fornitori Ue e destinati in realtà al mercato clandestino europeo.

Tra le altre cose, è emerso anche il coinvolgimento di una distilleria con sede in Trentino che avrebbe tentato di contrabbandare un ingente quantitativo di prodotti alcolici in evasione dei diritti doganali, tramite il trasferimento fraudolento di due carichi di vodka (39.960 bottiglie), sequestrati a Verona a marzo del 2019.

Preziosa alle indagini, la collaborazione con le polizie estere dei vari paesi coinvolti, attivate attraverso lo strumento della cooperazione internazionale giudiziaria, nonché il coordinamento effettuato dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, a seguito delle numerose convergenze con altre Procure Distrettuali (in particolare le Dda di Bari, Napoli e Trieste).

I finanzieri trentini hanno anche ricostruito l’ammontare dei tributi evasi (accise, diritti doganali e altre imposte dovute) pari a 27.268.161 euro, nonché l’avvenuta immissione in consumo di ulteriori 160 tonnellate di tabacchi lavorati esteri e di oltre 16 milioni di litri di alcolici.

Cinque degli indagati sono stati segnalati all’autorità giudiziaria anche per aver richiesto e percepito senza averne i requisiti il reddito di cittadinanza.

“L’odierna operazione di servizio testimonia la costante attenzione dalla Guardia di Finanza a tutela degli interessi economici finanziari dell’Unione Europea. In tale ambito rientra l’azione di contrasto al fenomeno del contrabbando che ancor oggi rappresenta un crimine diffuso e costituisce una minaccia per i bilanci dell’Unione Europea e degli Stati nazionali ma anche un potenziale pericolo per la salute dei cittadini” fanno sapere in una nota le fiamme gialle.

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