Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Scambi di maglie e presunti codici, l'indagine sul derby tocca Vives

L'ex centrocampista giallorosso è tra gli indagati dalla Procura di Bari. Le nuove rivelazioni dell'ex capitano biancorosso Masiello lo tirano in ballo. Ma lui nega il coinvolgimento nella presunta combine del maggio del 2011

 

BARI – Anche Giuseppe Vives, ex centrocampista del Lecce, è indagato dalla Procura di Bari, in relazione alla presunta combine del derby con i biancorossi, vinto dai salentini per 2 a 0, il 15 maggio del 2011.

I motivi per cui il giocatore campano, oggi in forza al Torino, rientrerebbe nell’affaire che tanto sta facendo fibrillare i cuori della tifoseria giallorossa, è stato illustrato nell’ennesima indiscrezione raccolta dal quotidiano nazionale Repubblica.

Si parla di una sorta di indicazione, un segnale, una specie di messaggio in codice, che sarebbe stato eseguito dall’ex capitano del Bari, Andrea Masiello, il superpentito del calcio italiano. Una mano posata su una spalla di Vives prima che cominciasse la gara. Un gesto in apparenza innocuo, e che invece, a detta di Masiello, sarebbe stato l’indicatore principale per far comprendere che l’affare stava per andare in porto.

Pare, insomma, che Masiello abbia spiegato al procuratore Antonio Laudati e al sostituto Ciro Angelillis che l’istruzione di posare quella mano sulla spalla dell’avversario, giungesse dai presunti intermediari salentini. Quasi a dire: “Ok, ho accettato di prendere i soldi, l’accordo è andato in porto”. E questo sarebbe, per gli investigatori, indicatore rilevante del fatto che nel club giallorosso qualcuno fosse al corrente.

 

Masiello avrebbe aggiunto di aver incontrato Vives prima della partita, negli spogliatori, il quale gli avrebbe domandato se fosse tutto ok e se, a fine gara, sarebbe stato possibile lo scambio delle magliette. Vives, dal canto suo, interrogato dai carabinieri, come rileva sempre Repubblica, avrebbe negato ogni addebito e precisato che la questione dello scambio di maglia è una ricorrenza (effettivamente) diffusa da sempre, nel calcio.
Come ampiamente noto, fra gli altri indagati vi sono l’imprenditore leccese Carlo Quarta e un avvocato, sempre del capoluogo, il cui nome ancora non è stato reso pubblico. Sarebbero stati loro a consegnare 230mila euro a Masiello e due suoi conoscenti, i ristoratori baresi, Gianni Carella e Fabio Giacobbe, nel corso di un appuntamento fissato per il 22 agosto del 2011 presso l’hotel Tiziano di Lecce.
Ma fra ricostruzioni ancora parziali, negazioni assolute da parte del sodalizio giallorosso di rientrare in quest’accordo (in particolare, sotto tiro è finito il presidente di quell’annata, Pierandrea Semeraro, figlio del patron Giovanni), atti secretati e riscontri precisi ancora da delineare, l’inchiesta sul derby potrebbe trascinarsi ancora per lungo tempo.   

 

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