Cronaca

Minacce e maltrattamenti ai genitori per i soldi: assolto il 24enne

Il giovane, di Veglie, era stato arrestato a settembre. Oggi torna in libertà dopo la sentenza emessa nel processo discusso col rito abbreviato

Un'aula del tribunale

LECCE - Assolto e scarcerato. E' finita così la vicenda giudiziaria che aveva per protagonista il 24enne di Veglie finito in carcere il 16 settembre scorso (la misura fu attenuata con quella dei domiciliari) con l'accusa di aver minacciato di morte e maltrattato i genitori e la sorella, a volte utilizzando anche coltelli e una roncola, per costringerli a consegnargli somme di denaro. Non solo. L'imputato in un'occasione avrebbe anche aggredito la madre e il padre, provocando all'una lesioni giudicate guaribili in dieci giorni, e all'altro in venticinque.

Per il pubblico ministero Roberta Licci, il 24enne meritava una condanna a tre anni di reclusione, ma il gup (giudice per l'udienza preliminare) Michele Toriello lo ha assolto nel processo discusso questa mattina con il rito abbreviato condizionato dall'ascolto della madre. Proprio le dichiarazioni della donna hanno accreditato la tesi difensiva dell'avvocato Massimo Bellini, secondo la quale le minacce erano sporadiche e quindi tutt'al più inquadrabili nel reato di lesioni, non in quello di maltrattamenti contestato dalla Procura.

Il 24enne, al banco degli imputati, era finito anche per lesioni ed estorsioni. Ma il primo reato da volontario è stato riqualificato in colposo ed è quindi “caduto”, essendo stata rimessa la querela di parte. Riguardo alle estorsioni, invece, l'avvocato Bellini è riuscito a dimostrare che le richieste di piccole somme di denaro non erano contestuali alla violenza fisica, bensì psicologica, rientrando così, in considerazione del rapporto parentale tra vittime e imputato, nei casi di non punibilità contemplati dal codice.

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