“Irriducibili” del clan Padovano. Dopo interrogatorio scarcerato Scorrano

Il gip Cazzella ha disposto la scarcerazione di uno dei quattro gallipolini arrestati sabato scorso dalla polizia. Per il 24enne, accusato di estorsione e lesioni personali, resta solo il divieto di avvicinamento alla presunta vittima

LECCE - Dopo aver respinto tutte le accuse insieme ad altri due arrestati, è stato scarcerato in queste ore Oreste Scorrano, 24anni gallipolino, finito nei guai nell’ambito dell’operazione di polizia di sabato scorso portata a termine nei confronti di quattro individui ritenuti affiliati del clan Padovano.

I provvedimenti restrittivi erano stati disposti dal gip del Tribunale di Lecce, Carlo Cazzella, su richiesta del sostituto procuratore, Roberta Licci, nei confronti di Cosimo Cavalera (già condannato per 416 bis e tentato omicidio e ritenuto un esponente di spicco della frangia gallipolina della Sacra corona unita), Andrea Cavalera, 36 anni (accusato diporto abusivo di armi clandestine e munizioni, estorsione, atti persecutori, minacce e lesioni personali); Roberto Felline, 50enne incensurato (indagato per ricettazione, detenzione e porto di armi clandestine e munizioni, estorsione, atti persecutori e lesioni personali) e lo stesso Oreste Scorrano. Il 24enne, senza precedenti, era finito agli arresti ed indagato per estorsione e lesioni personali nei confronti di una ragazza gallipolina. Reati contestati con l’aggravante dal concorso esterno in associazione mafiosa.

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Ora lo stesso gip, Carlo Cazzella, dopo l’interrogatorio di garanzia, ha disposto la scarcerazione per Oreste Scorrano applicando nei confronti del giovane gallipolino solo l’obbligo di non avvicinarsi alla donna ritenuta parte offesa nell’ordinanza di custodia cautelare. Il provvedimento è scaturito a seguito delle indagini investigative prodotte dal legale di Scorrano, l’avvocato Pompeo Demitri, che è riuscito a dimostrare, anche con l’ausilio di alcune testimonianze, che il giovane non si sarebbe reso responsabile delle lesioni personali nei confronti della donna. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia il 24enne aveva contestato e respinto anche le accuse di aver compiuto estorsioni, aggravate dalle modalità mafiose, e quindi la vicinanza ad alcun sodalizio criminale.          

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