Cronaca

Scarichi a mare, venerdì Provincia e Comuni da Amati

Incontro fissato in Regione per risolvere il problema dello sversamento dei reflui in mare sulla costa gallipolina. Fitodepurazione ancora "congelata". Antonio Barba (Pdl): "Sarà la volta buona"

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GALLIPOLI - Scarichi in mare e problematiche del depuratore consortile di Gallipoli, arriva un nuovo tavolo tecnico in Regione. Dopo sollecitazioni a più voci e nuovi allarmi inquinamento sul litorale nord di Torte Sabea, l'assessore regionale alle opere pubbliche Fabiano Amati ha convocato un incontro ad hoc per venerdì 21 ottobre. Tutti a raccolta per un nuovo incontro per chiarire la questione e trovare finalmente le soluzioni definitive. Dopo il tavolo istituzionale del maggio scorso in terra salentina la Provincia di Lecce, su input del Comune di Gallipoli, aveva chiesto un nuovo confronto con l'assessore Amati e "congelato" lo studio di fattibilità sulla depurazione verde. E ora l'attesa per il nuovo faccia a faccia interistituzionale sembra finita. Lo comunica il consigliere regionale del Pdl, Antonio Barba, che annuncia la convocazione del tavolo barese sul nodo scarichi a mare e depuratore consortile con l'assessore Amati.

"Siamo lieti del fatto che le nostre sollecitazioni non restino lettera morta sui tavoli assessorili della Regione, come purtroppo accade in tante occasioni in cui si chiede l'intervento operativo della Giunta" ha commentato Antonio Barba, "nella fattispecie, da consigliere regionale di opposizione, non posso non prendere atto del fatto che le proposte che in più di un'occasione abbiamo fatto pervenire all'assessore ai Lavori pubblici per risolvere il problema dei reflui che sversano sulla costa gallipolina, stanno avendo risposte concrete che potrebbero portare, da subito, ad aggredire la problematica e, in un ristretto giro di tempo, a risolverla.

"Da sempre siamo sostenitori del fatto che la fitodepurazione nella cava di Mater Gratiae possa contribuire a trovare una soluzione esaustiva" ha detto il consigliere regionale pidiellino, " e ciò che più conta è raccogliere il grido di allarme che in questi anni gli operatori turistici, gli ambientalisti, le associazioni di categoria e i semplici cittadini hanno lanciato per evitare l'offesa e lo sfregio delle acque di questo tratto costiero dello Jonio, da molti considerato autentico patrimonio dell'umanità da difendere e preservare. Sono certo" conclude Barba, "che tutti i comuni limitrofi che si avvalgono dell'impianto di depurazione consortile appoggeranno la nostra battaglia, dal momento che i benefici che ne avrebbe l'intero territorio non ricadono soltanto sulla Città bella, ma sulla totalità dell'hinterland di riferimento".

E la conferma del nuovo tavolo tecnico con Provincia, sindaci ed enti competenti, Acquedotto, Aato, Consorzio di bonifica, arriva anche dagli ambienti del Pd regionale e locale, e soprattutto dalla segretaria particolare dell'assessorato retto da Fabiano Amati. Ma dove si era rimasti sul nodo del depuratore e degli scarichi dei reflui sul litorale gallipolino? Anche nel mese di settembre e nonostante l'attivazione temporanea dell'impianto di affinamento, lungo il litorale nord di Torre Sabea i fenomeni di acqua scura e schiume biancastre si sono ripetuti. Per risolvere il nodo del depuratore consortile di Gallipoli si è parlato nei mesi scorsi della soluzione definitiva ancorata al progetto complessivo della depurazione "verde" tra le cave Mater Gratiae per il problemi degli scarichi del litorale nord e della zona delle Vora e della zona umida de Li Foggi e del canale dei Samari sul versante a sud per gli impianti di Casarano e Taviano.

Ma in attesa di dare concretezza e di convogliare i finanziamenti necessari per la fitodepurazione, la comunità gallipolina (Comune e operatori turistici in particolare) avevano chiesto ancora una volta di realizzare una condotta sottomarina per allontanare i reflui dalla costa, soluzione per altro finanziata in altre località, quali Lecce, Otranto e Porto Cesareo. Ma baipassata del tutto dalla Regione per quanto concerne il litorale della cittadina ionica. Ed ecco dunque il doppio inghippo per la fitodepurazione che ha già risolto egregiamente la problematica dei reflui depurati in quel di Melendugno: da un lato i dubbi e le incertezze sull'utilizzo delle cave Mater Gratiae sia per le dimensioni complessive per ospitare gli "accumulatori" dei bacini verdi, che per la presenza di rifiuti da bonificare. Dall'altro l'assenza di un progetto concreto da poter finanziare da parte della Regione.

Su quest'ultima circostanza sono piovute critiche dirette all'operato della Provincia di Lecce, delegata a pianificare la programmazione sul nodo degli scarichi dei depuratori. Ma è stato lo stesso presidente di palazzo dei Celestini, Antonio Gabellone, a chiarire i termini della questione dopo il j'accuse mosso dal capogruppo regionale dell'Udc, Salvatore Negro, circa il mancato finanziamento del progetto della fitodepurazione in terra gallipolina. Ha preso carta e penna Gabellone, al fine di chiarire e rammentare quanto accaduto subito dopo il tavolo tecnico riunito in Provincia, il 24 maggio scorso, alla presenza dei rappresentanti istituzionali dei comuni interessati alla risoluzione delle problematiche inerenti il funzionamento del depuratore consortile di Gallipoli.

In effetti da quel tavolo emerse evidente come la fitodepurazione dovesse essere presa in considerazione come soluzione finale e definitiva del problema, ma su input del Comune di Gallipoli furono delineate due strade da percorrere: l'attivazione dell'impianto di affinamento delle acque reflue di via Scalelle (attiguo al depuratore) e la necessità di realizzare prioritariamente una condotta a mare sul litorale nord. Ecco perchè alla luce di ciò il presidente Gabellone inviò alla Regione le risultanze di tale incontro chiedendo all'assessore Fabiano Amati un nuovo incontro per risolvere l'intricata questione ambientale. E venerdì ci sarà questo incontro, si spera, chiarificatore.
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