Cronaca

Scarico illecito di rifiuti, assolti ex amministratori ed un tecnico comunale

Si conclude con il proscioglimento dalle accuse l'iter giudiziario riguardante la discarica abusiva in località Pappo a Castrignano dei Greci, a danno dell'ex sindaco Donato Amato, del vice Rocco Macrì e dell'ingegnere Ture

Discarica abusiva (repertorio)

CASTRIGNANO DEI GRECI - Si è conclusa con l'assoluzione dei tre imputati il processo sulla gestione di una discarica abusiva a Castrignano dei Greci: l'ex sindaco Donato Amato, il suo vice, Rocco Macrì, e il tecnico comunale competente, Salvatore Ture, dopo un iter lungo sei anni, sono stati prosciolti dall'accusa di aver favorito lo scarico illecito di rifiuti nel sito abusivo.

La vicenda parte nel settembre 2007, quando la Polizia provinciale aveva proceduto al sequestro di un terreno situato in Castrignano dei Greci in località "Pappo", denunciando l'allora sindaco, il suo vice ed il tecnico comunale di aver gestito una discarica abusiva di rifiuti, tramite una società cooperativa locale, denominata "L'Aquilone", i cui dipendenti sarebbero stati indotti dai tre allo scarico illecito di rifiuti nel sito.

L'accusa era sostenuta in giudizio dal pm Giovanni Gagliotta della procura di Lecce. Macrì ed Amato erano difesi dall'avvocato Francesca Conte mentre Salvatore Ture dagli avvocati Marco Castellano ed Antonio Amato. Il giudice penale del Tribunale di Maglie, nella persona di Pasquale Sansonetti, nel 2011, all'esito di una lunga istruttoria, aveva condannato i tre imputati per il reato di discarica abusiva di rifiuti. Ma tramite i rispettivi difensori essi avevano proposto appello in secondo grado sostenendo di aver sempre agito nel rispetto delle leggi che, sia pure in modo farraginoso e disorganico, regolamentano la delicata materia dei rifiuti.

L'istruttoria compiuta in primo grado aveva del resto provato che i rifiuti in questione erano solo rifiuti urbani che periodicamente il comune di Castrignano dei Greci aveva avviato allo smaltimento o al recupero per il tramite di ditte specializzate a autorizzate. In altre parole, non vi era stato nessun degrado per l'ambiente né alcun danno potenziale alla salute dei cittadini.

La seconda sezione penale della corte d'appello di Lecce (presidente Conte, a latere Orlando e Lariccia) all'esito dell'udienza tenutasi ieri, 4 marzo, ha assolto i tre imputati perché il fatto non sussiste. Il dispositivo della sentenza, della quale si attende il deposito dei motivi entro i prossimi quindici giorni, è giunto nel tardo pomeriggio di ieri.

"La vicenda ripropone il tema della regolamentazione, operata spesso dalle norme di legge in modo contraddittorio ed incomprensibile - spiega l'avvocato Castellano -, delle modalità di smaltimento dei rifiuti urbani. Proprio le regole, sempre poco chiare, sono alla base dei numerosi procedimenti, sia penali che amministrativi, a carico degli amministratori degli enti locali che si cimentano nella delicata materia dei rifiuti".

Tra l'altro, il tribunale civile di Maglie, nella persona del giudice Angelo Rizzo, nel 2012, su ricorso dell'ingegnere Ture, rappresentato dallo stesso avvocato Castellano, aveva annullato le sanzioni amministrative pecuniarie elevate dalla provincia di Lecce a seguito degli accertamenti scaturiti dal sequestro. La corte d'appello penale, all'esito dell'udienza di ieri, si è dunque conformata a quelle che erano state le decisioni già prese dal giudice civile, e pertanto dal sequestro del 2007 non scaturirà nessun effetto, sia penale che amministrativo, a carico dei tre imputati e del comune di Castrignano dei Greci.

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