Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

"Scarlino", al via le perizie sui macchinari dopo la morte dell'operaio 53enne

Inizieranno formalmente domani le operazioni peritali condotte dall’ingegner Cosimo Prontera, il consulente nominato dalla Procura della Repubblica di Lecce nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Mario Orlando. Intanto, i legali dell'azienda hanno avanzato istanza di dissequestro dei macchinari

LECCE – Inizieranno formalmente domani le operazioni peritali condotte dall’ingegner Cosimo Prontera, il consulente nominato dalla Procura della Repubblica di Lecce nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Mario Orlando (l’operaio 53enne di Taurisano deceduto nel primo pomeriggio di venerdì all’interno di un’impastatrice del salumificio “Scarlino”), chiamato a stabilire se e quando il sistema di sicurezza in dotazione all’impastatrice dell’azienda del basso Salento sia stato manomesso o rimosso.

I macchinari utilizzati all’interno dell’azienda, infatti, erano dotati di un sistema di sicurezza che, in caso di avvicinamento alla stessa, ne prevedevano l’immediato stop.

Un sistema di sicurezza che, secondo quanto appurato gli agenti di polizia di giudiziaria dello Spesal, sarebbe stato però rimosso. Il lavoro del consulente dell’accusa è coadiuvato da un’equipe di professionisti: gli ingegneri Andrea Presicce, Sergio Scarati e Antonio Vernaleone per gli indagati; e l’ingegner Pietro Traldi per la famiglia della vittima, assistita dagli avvocati Vincenzo Venneri e Laura Parrotta. Oggi un primo contatto con gli agenti di polizia del commissariato di Taurisano, al quale seguirà il sopralluogo nel magazzino, con la rimozione momentanea dei sigilli.  

Intanto i legali dei proprietari dell’azienda, assistiti dagli avvocati Andrea Sambati e Paolo Fedele hanno presentato istanza di dissequestro degli impianti, in modo da poter riprendere il ciclo produttivo.

Orlando, secondo quanto stabilito dall’autopsia, è morto in pochi istanti, a cause di un’emorragia interna provocata dalla rottura dell’aorta. L’esame autoptico ha evidenziato la morte atroce dell’operaio salentino, letteralmente stritolato dalle lame dell’impastatrice. Bisognerà attendere il responso degli esami clinici e della comparazione del Dna, invece, per stabilire se i bulbi piliferi rinvenuti all’interno di una delle vasche impastatrici (grandi quando una stanza di piccole dimensioni) appartengono a Orlando. Il corpo della vittima, infatti, è stato rinvenuto all’esterno del macchinario, dopo che lo stesso è stato rimosso da alcuni colleghi intervenuti per rianimarlo. Un intervento in realtà inutile, poiché il 53enne era già privo di vita.

Sono quattro i nomi iscritti nel registro degli indagati dai sostituti procuratori Carmen Ruggiero e Paola Guglielmi: a quelli di Attilio e Antonio Scarlino, di 51 e 42 anni; e Luigi De Paola, 43enne, si è aggiunto quello di Mario De Icco, 53 anni, un collega della vittima che potrebbe inavvertitamente aver azionato il macchinario mentre Orlando era all’interno della stessa.

Nei suoi confronti è stato ipotizzato l’omicidio colposo. Per gli altri indagati, invece, l’ipotesi di reato è di rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e di morte come conseguenza di altro reato.

Ancora poco chiare le modalità e le circostanze di questa ennesima drammatica morte sul lavoro. Gli investigatori del commissariato di polizia di Taurisano, diretti dal vicequestore aggiunto Salvatore Federico, e gli ispettori dello Spesal, che nello specifico devono valutare le condizioni di sicurezza al momento in cui s'è consumata la tragedia, stanno procedendo a 360 gradi. In quest’ottica si è proceduto al sequestro probatorio del macchinario. L’indagine è resa particolarmente delicata proprio dalla carenza d’informazioni sulla dinamica.  

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